Quando morì Vittoria Colonna, nel 1547, Michelangelo si confessò «sbigottito e quasi insensato». Erano passati quasi dieci anni da quando, sotto il fascino intellettuale di questa donna straordinaria, Michelangelo si era interrogato sui problemi del rapporto tra l'uomo e la fede che la Riforma aveva portato allo scoperto provocando lacerazioni nelle coscienze. Per Vittoria Michelangelo disegnò allora immagini tragiche del Cristo sulla croce, di Maria e Giovanni dolenti, rivedendo tutta la lunga tradizione cristiana della Pietà, cui egli stesso aveva contribuito. Nel disegno autografo che è oggi a Boston, e cui si ispira il dipinto di cui si parla, la Vergine non tocca il Figlio, il quale si accascia sostenuto da due angeli (senza ali), e si apre invece con un gesto di orante, che le braccia del Cristo rispecchiano. Alcuni dei disegni Colonna furono tradotti in pittura da Marcello Venusti. La somma elevata pagata dagli acquirenti cinesi vorrebbe che in questo caso, del tutto unico, a tradurre il disegno in pittura fosse stato lo stesso Michelangelo.