La tela di cui l'ex skipper torinese Sergio Rossi denunciò la sparizione è valutata 25 milioni: ora all'esame dei carabinieri Colpo di scena sul caso del celebre dipinto " L'Angelo ribelle" di Basquiat. Il quadro, stando a indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni, sarebbe un falso. Si palesa quindi l'ombra di una truffa internazionale e milionaria, la cui vittima potrebbe essere la compagnia di assicurazioni. Se fosse stato autentico, il suo valore sarebbe oscillato tra i 20 e 25 milioni di euro. La tela, recuperata dalla pg di Torino, è stata trasferita al Nucleo tutela patrimonio culturale guidato dal tenente colonnello Silvio Mele dove è stata nuovamente esaminata. Un primo parere, che dava il quadro per autentico, era firmato da un perito del tribunale di Roma. Resta ora da capire se il quadro fosse fasullo già all'inizio, ipotesi al momento più probabile, o se sia stato sostituito successivamente. Intanto l'opera è stata ritrovata a casa di un amico del proprietario. Ci sono voluti due anni perché saltasse fuori. Le indagini, coordinate dal pm Giuseppe Riccaboni, stanno facendo luce un passo alla volta. Era stato il proprietario del quadro, Sergio Rossi, 67 anni, ex skipper di fama internazionale, a denunciare la sparizione dell'Angelo ribelle. La tela, avva raccontato, gli era stata donata da un'amica per riconoscenza, ma lui, ignorandone il valore, l'aveva abbandonata per anni in cantina. Solo in seguito si era accorto di avere un tesoro. E dopo averlo fatto periziare nella capitale, sognava di venderlo, anche per una cifra molto più bassa del suo reale valore. Ma ecco che un amico gli avrebbe presentato dei mediatori. Da lì sarebbe iniziato un viaggio per l'Europa fino all'incontro con un gallerista che gli aveva promesso una perizia nientemeno che dalla sorella di Basquiat, in Usa, e un compratore disposto a pagare almeno venti milioni. Offerta accettata: peccato che il quadro sia poi sparito, con le ultime tracce che portavano negli States. Una storia romanzesca che ricorda molto il film "La miglior offerta". Sembra che negli ultimi tempi Rossi non se la passasse molto bene dal punto di vista economico. Gli inquirenti vogliono capire se il dipinto fosse assicurato, e per quanto denaro. Un lavoro certosino che potrebbe mettere nei guai, nell'ipotesi del falso sin dall'inizio, anche chi ha redatto la perizia. Noto come il Picasso Nero, Jean-Michel Basquiat, graffitista Usa morto a 27 anni nel 1988, era amico di Andy Warhol con cui ha anche lavorato. I suoi quadri, quelli veri, raggiungono quotazioni record: nel 2017 " Untitled" venne battuto alle aste di primavera di Sotheby's a New York per 110,5 milioni di dollari, diventando così , un un colpo solo, l'opera più pagata per un artista americano davanti ad Andy Warhol, il lavoro più costoso di un artista afro-americano e il più caro creato dopo il 1980.
la Repubblica
23 Novembre 2018
Torino. Il Basquiat rubato sarebbe falso Ipotesi truffa alle assicurazioni
ER
Erica Di Blasi
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
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