Avete sognato di fare gli archeologi ma avete virato su altro? Vi affascina l'idea di scavare almeno una volta, dove la possibilità di qualche rinvenimento è assicurata? E' arrivato il Vostro momento! Ecco l'occasione, insperata. Procurata dalla Lega, con un emendamento alla Legge di Bilancio. Un emendamento, con primo firmatario Lorenzo Viviani, per promuovere il turismo. Le modalità esplicitate senza pudori. Andando dritti allo scopo. Rendere le strutture alberghiere, le residenze d'epoca e le cantine di aziende vitivinicole ancora più attrattive. Offrendo la possibilità ai titolari eo gestori delle diverse attività di valorizzare, attraverso "un'opportuna custodia all'interno della propria struttura ricettiva", beni storico archeologici che rivestono particolare interesse per l'area territoriale in cui è ubicata l'attività. Beni che abbiano la peculiarità di risultare attualmente catalogati e immagazzinati e non direttamente accessibili al pubblico. E' più che probabile che non siano pochi quelli che non capiranno. Non troveranno nulla di male nell'emendamento. D'altra parte, se un agriturismo conserva all'interno della sua proprietà resti archeologici che finora sono rimasti sostanzialmente in abbandono, perché mai il proprietario della struttura non potrebbe occuparsene? Insomma, rendere quei resti visibili nelle migliori condizioni possibili? Il motivo, semplice. La contrarietà alla soluzione prospettata sta tutta nella circostanza che la valorizzazione realizzata dal proprietario è più che probabile possa non essere quella più corretta. Insomma il rischio è che nella peggiore delle ipotesi i resti di una cisterna romana possano trasformarsi in una sala da pranzo. Oppure la chiesa sconsacrata in una delle camere a disposizione degli utenti della struttura. Ma più anche andare meglio. Può capitare che gli interventi di restauro messi in atto dal proprietario ne inficino la comprensione, alterandone la forma. Non sono ipotesi. E' già accaduto. Spesso, ad esempio, nell'area dei Colli Albani, a sud di Roma oppure in Campania. Certo impropriamente, lasciando la Soprintendenza competente all'oscuro delle diverse operazioni. Se l'emendamento presentato dalla Lega verrà approvato, tutto avverrà con il beneplacito dello Stato. Ma non è solo questa presunta valorizzazione ad essere prevista dall'emendamento. C'è molto di più. La possibilità per i proprietari delle strutture recettive di promuovere indagini archeologiche. Il comma 2 stabilisce che "al fine di contribuire alla valorizzazione dei territori che rivestono interesse storico-archeologico, gli imprenditori agricoli, esercenti attività agrituristica in aree di particolare pregio culturale, possono promuovere attività di ricerca archeologica e di scavo sui terreni di cui risultano essere proprietari o gestori". Insomma l'imprenditore agricolo diventa concessionario. Come tale "può consentire agli ospiti della struttura agrituristica la partecipazione, senza fini di lucro, alle attività di ricerca archeologica e scavo eseguite sui terreni su cui insiste la propria attività, sotto la direzione, il controllo e la supervisione del direttore dello scavo indicato nell'apposita richiesta di concessione". Quindi spazio ai turisti-archeologi che, prima o dopo la degustazione di prodotti tipici locali e la passeggiata nella proprietà, potranno esaudire il sogno di scavare. Naturalmente, per divertimento. Per fare un'esperienza "irripetibile". Non potranno ovviamente entrare in possesso dei materiali recuperati nello scavo, ovviamente. Ma potranno scavare. Fare indagini, come era pratica diffusa ancora nel Settecento. La Lega punta forte sul turismo, si sa. Ci punta a modo suo. In maniera confusa e scriteriata. Servendosi del patrimonio storico-artistico-archeologico per valorizzare le strutture alberghiere, le residenze d'epoca e le cantine di aziende vitivinicole. Perché lo scopo è quello evidentemente. Accrescerne l'appeal. La struttura archeologica, il convento abbandonato, la chiesetta sconsacrata sono funzionali al turista. E basta. Perché questa è la sostanza, nonostante lo stanco e retorico refrain sulla "bellezza" e la "valorizzazione". Non sembra esserci fine al depauperamento del patrimonio nazionale. Dopo il Pd che ha promosso l'idea del monumento-bancomat, ecco la Lega che introduce lo scavo-fai-da te.
L'Espresso
20 Novembre 2018
(Più) Turismo (meno) Archeologia. Per la Lega l'importante è far cassa con gli agriturismo
MA
Manlio Lilli
L'Espresso
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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