L'intesa con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra sarebbe già stata individuata e sottoscritta. Una soluzione condivisa dall'Arcidiocesi di Napoli e dalle associazioni che da nove anni gestiscono le Catacombe alla Sanità. Dal Vaticano è stato chiesto massimo riserbo. Il silenzio però diventa ogni giorno più rumoroso e la vicenda assume i contorni di una diatriba molto più profonda di quanto appare, travalica i confini del progetto di successo dei ragazzi de «La Paranza». Figlia evidentemente della spaccatura tra le due diverse anime della Chiesa, di cui anticipammo le posizioni la settimana scorsa sul nostro giornale. La soluzione individuata doveva essere annunciata in maniera pacifica, distensiva e soprattutto risolutiva. Riconosce al progetto sperimentale delle Catacombe il «nuovo modello» da esportare per altri siti religiosi e di culto, e come tale sottoposto a una regolamentazione inedita studiata con chi ha reso vincente questo esperimento, cioè le cooperative sostenute dall'entusiasmo di don Antonio Loffredo. Un passo in avanti, così era sembrato. Al quale sono seguiti evidentemente due indietro: dal Vaticano prima il via libera e poi la volontà di temporeggiare. La chiesa operaia della Sanità continua a lavorare, le divisioni distraggono e scoraggiano. Meglio guardare avanti.