Domenica sera sono sbarcati a Fiumicino provenienti da Dublino dove hanno rimediato una storica, e per loro inusuale, legnata sportiva. È iniziata così la settimana romana degli All Blacks, non solo la nazionale di rugby della Nuova Zelanda, ma un brand commerciale tra i più appetiti del pianeta. Sabato per la terza volta (precedenti 2012 e 2016) lo stadio Olimpico ospiterà la leggenda con l'Italia che non vuole più sentirsi solo ospite in un mondo che non le appartiene. Si annuncia il pienone, perché quando si muovono gli All Blacks non c'è solo una partita di rugby ma c'è l'haka, la danza dell'Invincibile Armata che va oltre i confini del pianeta ovale. Sarà una settimana di avvicinamento densa di eventi: nel weekend della gara, grazie all'accordo tra Ministero dei Beni Artistici e Culturali e Federugby, riprenderà vita l'iniziativa «Terzo tempo, rugby e cultura», grazie alla quale i possessori del biglietto per la partita potranno visitare gratuitamente la maggior parte dei musei cittadini (la lista completa è sul sito federugby.it). Sabato mattina, nel parco del Foro Italico, aprirà il grande «Terzo tempo Peroni Village»: tra i tanti stand commerciali e il percorso dello street food ci saranno i volontari del Fai per accompagnare i tifosi alla scoperta dei tesori nascosti del luogo d'eccellenza dello sport italiano. Giovedì una delegazione degli azzurri andrà in visita all'Ospedale Bambin Gesù, venerdì sera l'esclusiva cena per le due delegazioni ufficiali sarà organizzata al Circolo Aniene, mentre per la prima volta il terzo tempo post partita avrà dimensioni extralarge: cena per tremila invitati, con le due squadre, i dirigenti, gli arbitri, con tanto di spettacolo musicale alla Nuova Fiera di Roma, voluta da Cattolica Assicurazioni, nuovo sponsor azzurro, che offrirà una serata da ricordare ai dipendenti e agli agenti.