Le grate di piazza Plebiscito restano ora materia dei « funzionari del Mibac», ovvero della sovrintendenza. Lui invece, il ministro Alberto Bonisoli, è impegnato in una due giorni informativa prima di dare il colpo di reni sugli investimenti per la " buffer zone", il programma che riguarda Pompei e dintorni. Così il titolare del dicastero dei Beni culturali che piomba nel tardo pomeriggio sugli scavi di Ercolano. Un'ora circa di visita, guidata dalle spiegazioni del direttore, Francesco Sirano, e dell'assessore comunale alla cultura Ivana Di Stasio, in rappresentanza del sindaco Ciro Buonajuto. Dopo la visita, il ministro spiega che l'incursione è tutt'altro che casuale: « Ho incontrato giusto stamattina il generale Mauro Cipolletta ( direttore del Grande Progetto Pompei, ndr). Abbiamo discusso del piano di investimenti per la " buffer zone", e dunque sono qui adesso e tornerò domani (oggi pr chi legge, ndr), a visitare le ville vesuviane, proprio per farmi una idea sia delle criticità che delle opportunità presenti sul territorio » . È però anche l'occasione per dire che ormai, sulla vicenda della grata della metropolitana in piazza Plebiscito a Napoli, il ministero il suo l'ha fatto, e la parola torna ai tecnici della sovrintendenza archeologica. « Io magari litigo anche - dice il ministro ma, una volta chiarite le questioni, il funzionario deve essere libero di prendere le sue decisioni in scienza e coscienza. Io sono un politico, e il politico questo deve fare, non mettersi a decidere cose che, se va bene non capisce e se va male pensa di capire. Do massima fiducia ai funzionari del Mibac. Lavorando bene e in modo coordinato e integrato, sono sicuro che il sovrintendente e il Comune di Napoli troveranno la soluzione più giusta » . Insomma, dopo la sospensione del primo parere positivo emesso dal sovrintendente Luciano Garella, e i chiarimenti che devono essere intercorsi fra ministero e Sovrintendenza, la palla torna a Garella stesso. Anche perchè Bonisoli pensa che « decidere da Roma non funziona » . Un principio questo che in realtà viene enunciato per la " buffer zone", « le cose funzionano se fatte in presa diretta con chi lavora qui » , ma sembra valido anche per la chiamata di responsabilità a Comune e sovrintendenza sulla questione Plebiscito. Quanto a Ercolano e dintorni « ci sono progetti già finanziati spiega Bonisoli - altri che devono andare incontro a progettazione operativa, altri ancora in fieri, che magari sono nati tempo fa e ora vanno aggiornati in base alle nuove tecnologie, ai trasporti e così via » . Quel che è certo è che « la mia aspirazione è spendere tutti i soldi disponibili, in cassetto ci sono 1,5- 2 miliardi, voglio pulire tutto, come Mastro Lindo » . Ciò non toglie che « di alcuni progetti va verificata la fattibilità » . Mentre agli scavi ambiscono ad avere presto i 4,5 milioni per una ristrutturazione generale, che fanno seguito ai 5 usati per il recupero di sei domus. E il Comune chiede interventi su trasporti e sistema ricettivo. Bonisoli assicura: « A me piace ragionare in termini di un sistema integrato. Il turismo deve essere un asse portante, ma questa è una zona fortemente abitata. Dobbiamo pensare anche a chi qui ci vive. Ma non abbiamo paura di investire » . Resta aperta la caccia alle due figure che devono occuparsi di Reggia di Caserta e Parco archeologico dei Campi Flegrei, orfane rispettivamente dei direttori Mauro Felicori e Adele Campanelli: « Due caselle che riempiremo con persone capaci. Anche se sui Campi flegrei forse occorrerà anche lì pensare a una logica più di sistema integrato » .