I dipinti di uno dei più famosi artisti europei, Eduard Munch - opere condannate come degenerate da Hitler - vennero salvati dalla distruzione durante la seconda guerra mondiale e nascosti in una grotta nel centro della Norvegia, secondo quanto rivela un nuovo studio. Lo studio dimostra che numerosi suoi dipinti, inclusa una delle migliori versioni del famoso, Urlo, requisiti dai Nazisti vennero acquistati da una serie di amici del pittore e poi nascosti in una grotta in una sperduta fattoria nel centro della Norvegia. Queste rivelazioni sono pubblicate in una nuova biografia di Munch, Eduard Munch: Behind the Scream, (Munch dietro l'Urlo) della storica dell'arte anglonorvegese, Sue Prideaux, che risulta essere la nipote del proprietario del terreno su cui vennero nascosti i dipinti. Lei rivela come suo prozio, tale Thomas Olsen, un vicino di casa di Munch, che viveva nel villaggio di Hvitsten, nel sud della Norvegia, era tra gli amici dell'artista che nel 1938 acquistò i suoi principali dipinti dai Nazisti per evitare che venissero bruciati. Olsen poi cedette i lavori che aveva salvato, insieme ad alcuni altri dipinti, a suo fratello, Fritz Olsen, proprietario della fattoria, situata nel distretto di Jotenheimen nella Norvegia centrale. Hitler odiava l'arte espressionista, la considerava un'arte degenerata. Una delle sue prime azioni politiche dopo l'avvento al potere nel 1933 fu intraprendere una ricerca pubblica sull'arte in Germania gestita dal governo nazista. I ricercatori scrissero un noto documento dal titolo Deutscher Kunstbericht che condannava 16.000 dipinti raccolti in decine di gallerie d'arte in Germania come «antitedesche». Nel 1937, il ministro della propaganda Goebbels si impossessò di migliaia di dipinti, tra cui 82 opere di Munch, conservati presso gallerie e musei pubblici sparsi in tutta la Germania e riunì centinaia di opere d'arte considerate offensive in una mostra destinata a incitare l'odio del pubblico contro l'espressionismo e altre forme d'arte non convenzionali. Nelle didascalie si diceva che l'acquisto di «arte degenerata» era stato realizzato da curatori di gallerie d'arte pubbliche ebrei. Due milioni di visitatori, tra cui molti gruppi organizzati di giovani nazisti, visitarono la mostra. Intorno al 1938, la campagna anti-arte aveva raggiunto il punto culminante di odio e i Nazisti decisero di ottenere altra valuta estera vendendo le opere d'arte ad acquirenti stranieri. Tutte le opere invendute dovevano essere bruciate. Fu in questa fase che intervennero gli amici di Edvard Munch, i quali organizzarono una campagna di salvataggio per acquistare molte delle grandi opere dell'artista. Quando la Germania invase la Norvegia nell'aprile del 1940, i dipinti di Munch che erano stati salvati, tra cui L'urlo, vennero nascosti nella grotta nella proprietà di Fritz Olsen. L'opera di Munch non solo era deplorata da Hitler, ma l'artista stesso non piaceva al governo fantoccio nazista della Norvegia. Il capo del regime collaborazionista, Vidkun Quisling, aveva preteso l'appoggio morale di Munch, che aveva rifiutato e quindi viveva con la paura di essere arrestato. Tuttavia l'odio di Hitler per i dipinti di Munch era in evidente contraddizione con i sentimenti assolutamente privati del ministero della propaganda del Fuhrer, Joseph Goebbels, l'uomo responsabile della campagna ufficiale nazista contro Munch ed altri creatori dell'«arte degenerata». Ma la verità nascosta era che Goebbels segretamente adorava il lavoro di Munch, la sua opera preferita era Life, uno dei dipinti più famosi dell'artista norvegese, che finì con l'essere nascosto nella proprietà di Fritz Olsen.
Così i quadri di Munch si salvarono dai nazisti
Un nuovo studio rivelò che i dipinti di Eduard Munch, uno degli artisti europei più famosi, furono salvati dalla distruzione durante la seconda guerra mondiale e nascosti in una grotta nel centro della Norvegia. I dipinti, inclusa una delle migliori versioni del famoso "Urlo", furono requisiti dai Nazisti e acquistati da amici di Munch, che li nascosero in una fattoria nel centro della Norvegia. La biografia di Munch, pubblicata da Sue Prideaux, rivelò che il proprietario della fattoria, Fritz Olsen, era uno degli amici dell'artista che acquistò i dipinti per evitare che venissero bruciati.
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