L'ex soprintendente non ha gradito le critiche dell'assessore «Non capisco Vandelli: non ci sono contratti da adempiere» di «Ricordo all'avvocato e assessore Anna Maria Vandelli - spiega l'ex soprintendente di Modena e Bologna Luigi Malnati - che come è noto la soprintendenza ha espresso ampio e motivato parere sul progetto Sant'Agostino, chiedendo nel corso del tempo una serie di approfondimenti di carattere archeologico e su fasi architettoniche di edifici di cui veniva chiesta la demolizione. La soprintendenza si è anche rivolta per ulteriori approfondimenti ai massimi organi tecnici del ministero, ossia i comitati tecnici congiunti di Roma». L'ex dirigente statale, in pensione dallo scorso aprile, pur volendo evitare le polemiche, ci tiene a dire la sua sul restauro del Sant'Agostino che il sindaco Gian Carlo Muzzarelli vorrebbe partisse a fine anno. Tutto è ancora aperto e per ora il punto fermo è rappresentato dalla approvazione in consiglio comunale del via libera alla variante urbanistica comunale. Nell'occasione l'assessore Vandelli, utilizzando anche un epiteto, ha richiamato la soprintendenza al proprio ruolo «perché nell'ultimo anno l'ufficio di tutela ha contribuito poco o nulla». Malnati non ci sta: «Oggi le decisioni spettano alla soprintendente Cristina Ambrosini in carica dallo scorso giugno - dice - e da parte mia vorrei solo ricordare al Comune il ruolo degli uffici del ministero. I comitati tecnici congiunti hanno ad esempio detto sì alla copertura provvisoria del cortile centrale del Sant'Agostino come è noto da tempo a Comune e Fondazione Cassa di risparmio. Dopodiché non esiste (ne aveva parlato Vandelli, ndr) alcun contratto cui adempiere, ma un accordo generale di programma di tipo politico firmato dall'ex ministro Dario Franceschini e dall'ex segretario generale Antonia Pasqua Recchia. La soprintendenza e la Direzione generale archeologia belle arti e paesaggio non furono coinvolte. L'attuale soprintendente si comporterà nel modo che ritiene più opportuno, seguendo la legge e non per rispettare fantasiosi contratti». L'ex soprintendente tiene ai passaggi da lui curati sul Sant'Agostino: «Sul progetto che prevedeva alcune demolizioni la Soprintendenza ha fatto la sua istruttoria e l'ha presentata alla competente commissione regionale ministeriale che ha dato l'ok ad abbattere edifici superflui e ora deve dire la sua sulla demolizione della cosiddetta Sala Celtica settecentesca. In più si è chiesto un approfondimento di archeologia preventiva sia per i resti del quartiere medioevale-rinascimentale sia per le mura medioevali lì presenti. Il parere dato poi da Roma in sostanza conferma le richieste della commissione regionale e della soprintendenza. Infine, come dice il Comune, la soprintendenza ha anche dato parere favorevole alla variante urbanistica». Sulla Sala Celtica del '700 la soprintendenza dovrebbe esprimersi a giorni. Ma quale sarà il futuro del Sant'Agostino?