l maltempo danneggia anche i monumenti siciliani. Allagamenti e crolli si sono verificati in alcune aree archeologiche dell'Isola dove i tecnici delle Soprintendenze, coordinate dall'assessorato regionale ai Beni culturali, stanno intervenendo con gli uomini della Protezione civile, i vigili del fuoco e le forze dell'ordine. Dalle prime indagini è la zona etnea di Mineo a essere tra le più colpite: qui il fango misto a detriti ha ricoperto alcuni tra gli ambienti del santuario di Rocchicella di Palikè, un sito archeologico del V secolo avanti Cristo sede della più importante area sacra dei siculi in Sicilia. I tecnici della Soprintendenza di Catania, guidati da Rosalba Panvini, hanno constatato il danneggiamento al muro di fondo del santuario dei Palikè che necessita adesso di un intervento urgente di consolidamento già richiesto alla Regione. L'assessore Sebastiano Tusa ha ottenuto la somma di 50.000 euro per salvare il sito archeologico che sarà anche oggetto di un intervento di messa in sicurezza oltre che di pulizia dai detriti e dal fango come indicato nella perizia della soprintendente Panvini che richiede pure un sistema di drenaggio per scongiurare danni in futuro. Danni anche per la Villa romana del Casale di Piazza Armerina: i preziosi mosaici si sono salvati grazie a un intervento di manutenzione eseguito di recente nel sito archeologico e alla sistemazione di paratie di protezione da massi disposta dalla direzione del sito. Tuttavia alcuni danneggiamenti si sono registrati nell'area adiacente alla villa dove il maltempo ha provocato allagamenti e smottamenti. Sono numerosi i monumenti e le aree archeologiche colpite da alluvioni e straripamenti di fiumi che non sono ancora raggiungibili mentre sul tavolo della Regione sono state consegnate alcune perizie di somma urgenza e in fase di redazione le relazioni per interventi di messa in sicurezza del patrimonio, mentre la Regione sta predisponendo i finanziamenti necessari. Sempre nel Catanese, la Soprintendenza etnea ha indicato la presenza di danni all'area monumentale di Santa Maria la Vetere a Militello in Val di Catania e nel sito di Caratabia a Mineo. A Ramacca, le strade di accesso ai siti archeologici di Montagna e Torricella sono parzialmente crollate e quindi impercorribili, in attesa di interventi da parte dei tecnici. Oltre agli allagamenti, a Castel di Judica una tromba d'aria ha divelto la tettoia di protezione delle strutture archeologiche, mentre il sito Occhiolà di Grammichele ha subito diversi crolli: qui si trova l'area archeologica dell'antica città colpita dal sisma del 1693 e abbandonata immediatamente dalla popolazione che ha poi dato vita all'attuale Grammichele. Il maltempo ha danneggiato il sito che custodisce i resti di case, di botteghe e chiese della cittadina distrutta dal terremoto del val di Noto. Qui, come nel resto della Sicilia, saranno eseguiti i sopralluoghi tecnici per la verifica dei danni e la messa in sicurezza. Il centro coordinamento soccorsi che è stato istituito ieri in prefettura sta seguendo gli interventi in alcune strade statali e provinciali a Terrasini, Cinisi, Grisì (frazione di Monreale) per caduta di alberi e di massi. Su questi fronti, compreso Montelepre, sono impegnati vigili del fuoco, personale del dipartimento regionale della Protezione civile, della città metropolitana e dei comuni interessati. E personale dell'Anas per strade statali. Energia elettrica interrotta, per guasti alla rete Enel, a Giuliana e Contessa Entellina, dove sono intervenuti i tecnici dell'Enel. In corso interventi di ripristino per alcune utenze a Partinico e alla diga Gammauda a Palazzo Adriano.