Aumenta il rischio di frane e smottamenti. Il costo del legname è destinato a precipitare TRENTO. Una tragedia ambientale che segnerà per sempre la storia delle foreste trentine. L'emergenza metereologica dei giorni scorsi, oltre a causare perdite in termini di vite umane e danni a imprese, abitazioni private e infrastrutture, ha causato anche l'abbattimento di circa 1,5 milioni di metri cubi di alberi: il panorama Trentino impiegherà dai 50 ai 150 per tornare alle condizioni pre 20 ottobre. «Per avere un termine di paragone, l'utilizzazione annuale prevista dal piano provinciale è di 0,5 milioni di metri cubi su tutto il territorio: in poche ore è caduto a terra un quantitativo di legname pari a circa tre volte quello che si preleva in maniera pianificata e programmata in un anno chiarisce Roberto Masè, responsabile del dipartimento territorio, agricoltura ambiente e foreste della Provincia Autonoma di Trento A ciò si aggiunge come ulteriore elemento di criticità la localizzazione del danno, che ha colpito il Trentino nord orientale per una superficie interessata di circa 4.000 ettari. In alcune valli cambierà il paesaggio anche dal punto di vista socio-culturale e identitario». Ma le conseguenze riguarderanno anche l'aspetto idrogeologico, con l'aumentato rischio di frane e smottamenti, e quello turistico. Molte le incognite ma rapida la risposta delle istituzioni, che ancora mercoledì hanno indetto una prima riunione di coordinamento che ha visto la presenza anche dell'Associazione artigiani in quanto rappresentanti di aziende di utilizzazione e prima trasformazione del legname, alla quale seguirà l'istituzione di una task force combinata pubblico-privata per definire modalità più efficaci per rispondere all'emergenza. Quello che si sa fin d'ora è che i tempi per il ripristino si preannunciano lunghissimi un anno e mezzo solo per il recupero del legname abbattuto a cui dovrà seguire il processo di rimboschimento. Vista l'eccezionalità del disastro si dovranno prevedere impianti artificiali, soprattutto nelle zone più colpite, mentre nei margini si punterà su meccanismi di rinnovo naturale. In ogni caso, a seconda delle zone, potranno trascorrere dai 50 ai 150 prima che i segni del disastro scompaiano. Sul lungo periodo appaiono meno tragiche le condizioni della fauna locale: «Al momento non abbiamo dati aggiornati, ma immaginiamo che ci sia stata un'incidenza importante in termini di mortalità in corso di evento soprattutto per i grandi mammiferi. Ma dopo una prima fase piuttosto critica, in seguito al recupero del legname le condizioni saranno favorevoli alla crescita di una vegetazione erbacea ed arbustiva che garantirà una situazione non eccessivamente negativa per gli animali» commenta Masè. Non indifferente anche la problematica di tipo economico. Il costo medio di prelievo del legname in Provincia di Trento è di circa 35 euro per metro cubo, costo che aumenterà anche del 20-50 a causa della straordinarietà in termini numerici dei volumi e delle superfici interessate dal recupero e della difficoltà a raggiungere alcune zone di caduta. Il legname andrà recuperato nel più breve tempo possibile anche per cercare di mantenerne il valore commerciale, già limitato in quanto frutto di schianto e non di abbattimento. Inoltre l'immissione sul mercato di una quantità ingente e inaspettata di legname ne farà calare ulteriormente il prezzo. È facile capire come la forbice del possibile guadagno si riduca notevolmente per i proprietari forestali, che in Trentino sono al 76 istituzioni pubblici quali Comuni e Asuc o di grandi proprietà collettive come la Magnifica Comunità.
Corriere della Sera
2 Novembre 2018
Trentino. Alberi, in poche ore tre anni di abbattimenti. Dai 50 ai 150 anni per il ripristino totale
CH
Chiara Marsilli
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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