«Matera 2019 non avrà ritardi e non sarà un flop. I collegamenti sono un falso problema, siamo a 60 km dall'aeroporto di Bari ed è quasi pronto il raccordo autostradale che in mezz'ora porterà in centro città». Lo dice il vicesindaco Giuseppe Tragni (il ministro Barbara Lezzi aveva parlato di «gravi ritardi») in apertura de «Il bello dell'Italia», l'inchiesta del Corriere sulle bellezze artistiche e architettoniche (curata da Roberta Scorranese) che ieri ha fatto tappa in quella che sarà la capitale europea della Cultura 2019. L'incontro si è svolto nella Casa Cava (all'interno del sasso Barisano), appena mezzo secolo fa simbolo del degrado, dove uomini e animali si mischiavano. Dove Carlo Levi si indignò a tal punto da scrivere «sembrava di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste». Oggi Matera rinasce dal punto di vista urbanistico, sociale, culturale. «Anche se manca un teatro» ha ricordato Alessandro Preziosi, tra gli ospiti della serata, che ha lanciato una provocazione: «Se le regole sulla distribuzione dei finanziamenti al teatro non cambieranno, non farò più l'attore teatrale. C'è totale assenza di merito, è stato tutto delegato a un algoritmo che determina grande desolazione».