Solo quattro privati, in tutta la Puglia, hanno aderito agli incentivi dell'art bonus per ristrutturare teatri e monumenti. L'aiuto, pertanto, resta una chimera di difficile attuazione. BARI. Sarà per la "lentezza" delle amministrazioni pubbliche nel programmare gli interventi o per la congiuntura economica sfavorevole che non incentiva le imprese a operare nel mecenatismo. Fatto sta che in Puglia l'art bonus non è di casa. O meglio convince solo in pochissimi casi. È quanto emerso nel corso dell'incontro «Dal mecenatismo alla responsabilità sociale delle imprese. Motivazioni ed incentivi», promosso da Confindustria Puglia in collaborazione con Artlab 18, la piattaforma dedicata all'innovazione di politiche culturali. Nel corso dell'appuntamento, di scena all'Ateneo di Bari, è stato tracciato il bilancio della misura che riconosce un credito di imposta, pari al 65 dell'importo donato, a chi effettua erogazioni finanziarie a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano. In Puglia, su 42 interventi pubblicati su Artbonus.it (il sito del governo dedicato all'iniziativa) solo 4 hanno completato la raccolta di fondi programmata. Questi riguardano la Fondazione lirico Sinfonica del Petruzzelli, il Fortino di Sant'Antonio, la Colonna della Giustizia (tutti a Bari) e l'Abbazia di Santa Maria di Cerrate di Lecce. Il tutto, inclusi anche i parziali degli altri interventi, con una raccolta pari a 1,5 milioni (0,6 dell'intero dato nazionale). I 28 interventi restanti in Puglia non hanno ricevuto, finora, alcuna donazione. «Adesso gli imprenditori ha detto Leonardo Paulillo, direttore del Desk Cultura di Confindustria Puglia sono pronti. È il momento buono per spingere e fare una grande operazione di rinascita collettiva, di nuovo umanesimo». Chi ha da tempo imboccato la via del sostegno alla cultura e al territorio è la Cobar, società di Altamura specializzata nei progetti di restauro e recupero di beni monumentali. «Supportare queste iniziative chiarisce Vito Barozzi, fondatore di Cobar è vitale per le nostre comunità. Abbiamo ristrutturato il teatro Mercadante di Altamura attingendo ai fondi della legge 42 del 2004. Sette milioni cofinanziati al 40 dallo Stato. Ma l'art bonus è ancora più conveniente e immediato». Investire in cultura, sicuramente, è un'attività che richiede una sensibilità elevata verso la storia. «In Puglia conclude Barozzi c'è tanto da fare. Abbiamo un patrimonio architettonico unico. Ma anche iniziative culturali che devono avere un'opportunità di rinascita. Per due anni Cobar ha finanziato il Petuzzelli e ci facciamo carico delle spese di manutenzione ordinaria».