I Macchiaioli alla Gam pagata da 24 Ore Cultura: porteremo altri eventi blockbuster La mostra «I Macchiaioli. Arte italiana verso la modernità», che apre al pubblico oggi alla Gam, segna il ritorno in città di 24 Ore Cultura. E' l'avvio di una nuova sinergia tra la società milanese e la Fondazione Torino Musei, con la benedizione della sindaca Chiara Appendino. «Ma non è che il primo passo», assicurano il presidente della Fondazione Maurizio Cibrario e l'amministratore delegato di 24 Ore Cultura Federico Silvestri, che parlano di «nuovi progetti» già allo studio. Insomma, la speranza è che in città tornino finalmente le cosiddette mostre «blockbuster». Ora lo dice anche la sindaca: «Speriamo che questa sinergia tra pubblico e privato continui». Il costo della mostra si aggira, stando a voci di corridoio, sul milione di euro. A pagare assicurazione, trasporto e comunicazione è 24 Ore Cultura, mentre la Fondazione ha dovuto soltanto mettere a disposizione gli spazi e il personale. Più che una mostra, è una dichiarazione d'intenti. Meglio ancora, la prova di una svolta: le esposizioni «blockbuster» di cui fino a poco tempo fa Torino sembrava decisa a fare a meno, ora suscitano di nuovo parecchio interesse. Non solo tra il pubblico, che ha ben dimostrato quanto sia facile disertare i musei quando mancano i grandi eventi. Ora pare che inizino a convincersene anche dalle parti di Palazzo civico. E infatti, la novità è una mostra quella dedicata ai Macchiaioli aperta al pubblico da oggi alla Gam che sancisce il ritorno in città di 24 Ore Cultura, società specializzata nella produzione di mostre d'arte. Un rientro, a due anni di distanza, che dà il via a una nuova collaborazione con la Fondazione Torino Musei. «Questa volta siamo riusciti a strappare noi qualcosa a Milano», scherza il presidente Maurizio Cibrario. Il suo buonumore è tutt'altro che fuori luogo. Perché oltre alle competenze, 24 Ore Cultura ha messo a disposizione anche parecchi soldi. «Quanto non possiamo dirlo spiega l'amministratore delegato Federico Silvestri , perché siamo quotati in borsa e quindi non è opportuno». Qualcuno suggerisce che la cifra si aggiri attorno al milione di euro. Quel che è certo è che la società si è fatta carico di buona parte dei costi: dall'assicurazione e il trasporto delle opere alla comunicazione. In pratica, alla Fondazione non è rimasto che mettere a disposizione le sale di via Magenta e il personale. In cambio, 24 Ore Cultura avrà gli incassi della biglietteria fino al raggiungimento del «break even» fissato a 70 mila ingressi. Dopodiché una percentuale andrà alla Gam. Inoltre, la società potrà, al termine della tappa torinese (fino al 24 marzo) esportare la mostra altrove. «È bello portare esposizioni come questa in giro per il mondo, ma è ancora più bello pensare di poter partire da qui sottolinea la direttrice esecutiva, Chiara Giudice . La mostra segna il nostro ritorno a Torino, perché qui abbiamo trovato le condizioni giuste. La Gam è una sede prestigiosa, molto adatta a ospitare questo tipo di opere, e con uno staff preparatissimo». Giudice non ha dubbi: non si tratterà di un evento fine a se stesso. «È una ripartenza assicura . Abbiamo già in mente nuovi progetti per il futuro, che stiamo valutando insieme con i vertici della Fondazione Torino Musei». Il presidente Cibrario conferma. E su un'altra questione i due si trovano perfettamente d'accordo: «Mancano le mostre blockbuster? Quello che serve è una maggiore collaborazione tra pubblico e privato», garantisce Giudice. E questa volta la pensa allo stesso modo anche la sindaca Chiara Appendino, che sembra non disdegnare più le grandi mostre e i partner privati. Anzi. «È un ritorno di cui siamo felici e orgogliosi certifica la sindaca . Si tratta del risultato di una sinergia forte tra pubblico e privato, che speriamo possa continuare in futuro. Sono certa che, da parte dei torinesi ma non solo, ci sarà una incredibile risposta». E nel frattempo, la Fondazione Torino Musei guarda già avanti. I conti vanno meglio, dice Cibrario, e si sta pensando a come incrementare le entrate. «Vogliamo sviluppare relazioni internazionali con tutti quei Paesi che richiedono cultura e stiamo lavorando ad alcuni progetti annuncia con l'obiettivo di promuovere l'arte a Torino, ma anche nel resto del Piemonte e a livello internazionale». L'obiettivo è sfruttare il patrimonio della Fondazione, dalle collezioni d'arte antica di Palazzo Madama ai capolavori del '900 della Gam. «Abbiamo già preso contatti con Nagoya, città gemellata con Torino, e il suo City Art Museum, dove nel 2021 è in programma una mostra curata da Riccardo Passoni, direttore della Gam, e dedicata a Felice Casorati». Ma non solo. Negli Emirati Arabi, a Sharjah, è stata inaugurata un'esposizione del Mao sul teatro di figura e un'altra, al momento in fase di organizzazione, sarà dedicata al tema dell'acqua nel mondo islamico. «Abbiamo anche allo studio una serie di progetti con la Cina», anticipa Cibrario.