Un improvviso black-out e la puzza di bruciato ha richiamato alla Cappella degli Scrovegni pompieri e vigili: si temeva un attentato. Padova Davano l'ultimo episodio di "Guerre Stellari" l'altra sera al cinema all'aperto allestito ai giardini pubblici dell'arena romana, a due passi dalla Cappella degli Scrovegni. Era mezzanotte. Un improvviso black-out ha fatto piombare nel buio il parco pubblico. La sessantina di spettatori ha cominciato a mugugnare. Ma una manciata di minuti più tardi, quando è ritornata la luce, le guerre stellari dallo schermo si sono materializzate sull'entrata laterale della Cappella affrescata da Giotto. Sei poliziotti, armati di torce elettriche, e una decina di pompieri, con elmetti, casacche ignifughe e bombole di ossigeno, si sono precipitati all'ingresso, seminando il panico tra la gente. Tutti hanno creduto che all'interno della Cappella fosse scoppiato un incendio. Alcuni hanno pensato ad un possibile attentato. Nulla di così grave, fortunatamente. Solo un condensatore dell'impianto di sicurezza fuso dal black-out. Il server assomiglia a quello di un personal computer. È una centralina collegata alle telecamere a circuito chiuso piazzate all'estraneo del monumento "specializzata" nel rilevamento di ombre. Una parte essenziale dell'antifurto. È un apparecchio elettronico sofisticato, collocato sul bancone di regia dell'alloggiamento riservato alle guardie giurate e ai custodi. Probabilmente lo sbalzo di tensione elettrica ha mandato in tilt un relais. All'improvviso dalla grata di aerazione dello strumento si è sprigionato un fumo denso e acre. Il vigilante ha immediatamente dato l'allarme. Il pericolo, concreto, era che potessero svilupparsi fiamme che l'impianto antincendio non fosse in grado di domare. L'intervento dei pompieri e della polizia, giunti con due autobotti e tre volanti, è stato più che tempestivo. La grande paura è scemata in un quarto d'ora, quando i pompieri si sono resi conto che si era trattato di un banale surriscaldamento dell'impianto elettrico. «Domani chiamate un elettricista», hanno detto prima di andarsene. Tuttavia, per precauzione, una squadra di Vigili del fuoco con un mezzo polivalente è stata lasciata sul posto. Non si sa mai... Minimizza l'incidente il direttore dei Musei Civici di Padova, Davide Banzato. «Si è creato un inutile allarmismo, perché all'interno della Cappella non è successo nulla. Gli affreschi di Giotto e l'intera struttura non hanno mai corso il pericolo di bruciare. Capisco, comunque, che le persone vedendo i Vigili del fuoco e la polizia si siano preoccupate. Ripeto, non è accaduto niente, tanto più che l'appuntamento dei Notturni d'Arte ai vicini Musei Civici degli Eremitani è proseguito senza intoppi». Ma forze dell'ordine e pompieri sono arrivati perché è scattato un allarme antincendio? «Assolutamente no. La guardia notturna che presta servizio all'interno della Cappella, sentendo un forte odore di bruciato, ha giustamente pensato di chiamare polizia e Vigili del fuoco. L'allarme antincendio, però, non è mai scattato visto la pochezza di quanto avvenuto. La mia è solo una supposizione, ma forse il black-out del cinematografo e la successiva immediata attivazione di energia con relativo sbalzo termico hanno procurato il corto al condensatore. Sono cose che possono succedere». Ma non dovrebbero succedere: i roghi che distruggono il nostro patrimonio artistico dovrebbero avere insegnato qualcosa.
PADOVA - Cortocircuito, paura per gli affreschi di Giotto
Un black-out improvviso ha colto i visitatori del cinema all'aperto allestito ai giardini pubblici dell'arena romana a Padova. La puzza di bruciato ha fatto temere un attentato. I pompieri e la polizia sono stati chiamati, ma si è scoperto che si trattava di un surriscaldamento dell'impianto elettrico. La Cappella degli Scrovegni, con i suoi affreschi di Giotto, non ha corso il pericolo di bruciare. Le forze dell'ordine e i pompieri sono arrivati per l'allarme antincendio, ma non è stato scattato. La guardia notturna ha pensato di chiamare polizia e Vigili del fuoco dopo aver sentito un forte odore di bruciato.
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