Dopo l'esposto in Procura della Soprintendenza si scoprono contrasti te assessori sulle installazioni pubblicitarie Scontro in Comune sui tabelloni MILLE nuovi tabelloni pubblicitari in arrivo, autentica invasione. Una spaccatura tra assessori a Palazzo San Giacomo. E la Soprintendenza ai Beni paesaggistici a architettonici, dopo l'esposto alla Procura contro le installazioni del Comune che violano il "codice Urbani", è di nuovo sul piede di guerra. «Mi riservo di verifica-re una per una tutte le nuove situazioni tuona il soprintendente, Enrico Guglielmo per impedire che si verifichi-no gli abusi rilevati in passato nelle zone sotto-poste a vincolo». «Avrò cura che il piano di installazione sia concordato con la Soprintendenza. È un impegno», gli fa eco Rosa Russo Iervolino, il sindaco. Tutto risolto, dunque? Sulla carta sì. Anche se da Palazzo San Giacomo voci autorevoli prevedono che attorno ai cartelloni in arrivo, la campagna d'autunno sarà lunga ed estenuante almeno quanto le altre che l'hanno preceduta. Cominciato ufficialmente con l'arrivo dei centocinquanta totem installati senza le dovute autorizzazioni, il braccio di ferro tra il Comune e la Soprintendenza sfociato addirittura in un esposto, vista la sostanziale sintonia d'intenti tra Guglielmo e la Iervolino, ha qualcosa di inspiegabile. Perché mai, se il soprintendente e il sindaco manifestano analoghe preoccupazioni per i beni architettonici e il paesaggio di Napoli, il Comune ha ritenuto di dover procedere finora in autonomia senza il nullaosta previsto per le zone vincolate? La materia è regolata da una vecchissima delibera del consiglio comunale che attivò (Antonio Bassolino sindaco, Raffaele Tecce assessore al commercio) la procedura di vendita della pubblicità in ambito cittadino. Già l'appalto ebbe un percorso travagliato perché sull'offerta, più vantaggiosa, di una ditta spagnola si abbatté il parere negativo del segretario generale. Finì per prevalere la Jolly, su progetto di Vittorio Mendini, che dunque è oggi la concessionaria del cospicuo business. In Comune la partita è gestita dal servizio affissioni e pubblicità, affidato a un funzionario di provata esperienza, Alessia Verni, direttore centrale, una delle eminenze grigie di Palazzo San Giacomo. Il settore fa capo all'assessorato di Luca Esposito. È da queste stanze che partì il piano di installazioni senza l'imprimatur della Soprintendenza, che in una città come Napoli, dove i beni da tutelare sono infiniti, non può sicuramente essere archiviato come un semplice passaggio burocratico. Perché? Qualcuno dice perché «ci sono in Comune uffici abituati a fare il bello e il cattivo tempo». Anche se è lo stesso sindaco a gettare acqua sul fuoco: «Pettegolezzi. Non ci sono repubbliche a Palazzo San Giacomo». Certo è che la protesta ufficiale di Guglielmo fu accolta «con forte contrarietà e imbarazzo» dal sindaco e dal vicesindaco Rocco Papa, che garantirono una maggiore attenzione e invitarono Esposito e i suoi alla prudenza. Anzi, ad un certo punto fu l'ufficio antiabusivismo diretto da Maria Aprea a prendere l'iniziativa, avvertendo i colleghi delle affissioni e pubblicità che totem e cartelloni non potevano essere sistemati senza le autorizzazioni previste dal decreto 422004, quello appunto conosciuto come "codice Urbani". Un atto dovuto dietro cui si intravede, tral'altro, lo scontro tra due anime rivelate su questo tema dall'amministrazione, una più pragmatica e possibilista (da Luca Esposito a Raffaele Tecce), l'altra più rigida e severa (da Rocco Papa alla stessa Rosa Russo Iervolino). Infine, sull'onda delle proteste di Circoscrizioni e Comitati, la famiglia dei totem e relativi cugini è stata oggetto di una discussione in cui si è esaminata anche l'eventualità di rivedere la delibera-madre. Non se n'è fatto nulla: un passo in direzione dei contratti significherebbe inoltrarsi nel ginepraio delle penali. Lusso non consentito dai chiari di luna economici delle amministrazioni pubbliche. "Ma la legge sarà rispettata" «FARÒ in modo che il piano di installazione sia concordato con la Soprintendenza. Non è una promessa: è un impegno». Parola di Rosa Russo lervolino. Dunque la nuova invasione di cartelloni che associano pubblicità a informazioni utili ai cittadini non dovrebbe provocare altri esposti. Infatti, «sarà nostra cura vigilare perché la legge sia rispettata» «In linea di massima non ho nulla contro questo genere di affissioni confida il sindaco . Non posso dire di amarlo, ma ho ben presente che è un portato del moderno comunicare delle imprese. Inutile fare guerre di religione. Però una città come Napoli prevede un duplice ordine di attenzioni: per il panorama e per i beni artistici. Si tratta dunque di stare attenti al dove e al come. Le incomprensioni nascono dalle diverse sensibilità: ciò che è artisticamente valido per il Soprintendente magari non lo è per un pubblicitario».
NAPOLI: L'Antiabusivismo: niente mega-cartelloni nei luoghi d'arte
Il Comune di Napoli ha installato nuovi tabelloni pubblicitari senza l'autorizzazione della Soprintendenza ai Beni paesaggistici e architettonici. La Soprintendenza ha presentato un esposto contro il Comune, affermando che le installazioni violano il "codice Urbani". Il sindaco Rosa Russo Iervolino ha affermato che il piano di installazione sarà concordato con la Soprintendenza, ma il soprintendente Enrico Guglielmo ha espresso preoccupazioni sul fatto che il Comune abbia proceduto in autonomia senza il nullaosta previsto per le zone vincolate. Il Comune ha già installato 150 totem senza le dovute autorizzazioni, e la materia è regolata da una vecchissima delibera del consiglio comunale.
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