Lunedì 22 ottobre sarà presentato a Milano il rapporto che offre una fotografia del settore cultura con il ministro Alberto Bonisoli. Il presidente: «Pronti a collaborare» I dati assoluti ritraggono un'Italia (quasi) felix: aumenta l'esborso per visitare mostre e musei, salgono i consumi di arte e spettacolo, il settore cultura cresce del 2,6 per cento, aumenta (dello 0,5) il numero di chi legge almeno un libro all'anno, nel 2017 gli stranieri hanno «lasciato» in Italia 39 miliardi di euro, il 7,7 in più del 2016. Sembra funzionare. Eppure, analizzando cifre e percentuali del quattordicesimo rapporto di Federculture, il quadro non appare così roseo. Certo, il turismo dà ossigeno all'economia, «ma gli italiani fa notare il presidente Andrea Cancellato rallentano i consumi culturali». Eccoli allora i numeri, che saranno presentati a Milano lunedì 22 ottobre, nella sede della Camera di Commercio, ospite il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. Nel 2017 il valore complessivo della spesa in «cultura e ricreazione» una maxivoce che comprende vacanze, giornali, macchine fotografiche, giardinaggio... è di 71,4 miliardi (69,6 nel 2016), il 6,7 della spesa familiare complessiva. Dentro a questa cifra la spesa più significativa, oltre 31 miliardi, è destinata ai «servizi ricreativi e culturali», e cioè a teatro, cinema, musei, concerti, con rilevanti differenze tra Nord e Sud: in Trentino-Alto Adige si sborsano 191,23 euro al mese. In Sicilia 66,12 euro. Spettacoli dal vivo: il volume d'affari è salito del 4,45, ma gli ingressi sono scesi del 4,31. Tradotto: i prezzi dei biglietti sono aumentati, gli spettatori diminuiti. Altre fonti di preoccupazione. L'esborso in «cultura e ricreazione» degli italiani resta al di sotto della media europea (8,5): di meno si spende solo in Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Cipro, Grecia. Quanto ai libri, dopo anni con il segno meno, nel 2017 il numero di chi legge torna finalmente a crescere (in totale dell'1,2), ma diminuiscono i grandi lettori e soprattutto resta il problema della scarsa partecipazione complessiva alle attività culturali: gli over 25 «inattivi», e cioè che non vanno al cinema, non visitano un museo, non leggono un libro, sono il 38,8 (ma crescono del 10 le visite ai musei statali). Il dato migliore, il turismo. Il 2018 dovrebbe chiudersi con un più 45 di presenze internazionali, nel 2017 si registrano 60 milioni di arrivi da altri Paesi con una spesa complessiva di 39 miliardi di euro, il 7,7 in più del 2016. La ripresa sostenuta dal turismo, il consumo di libri che si salva «solo grazie al bonus destinato ai diciottenni», le differenze tra Nord e Sud. Cancellato, che presenterà il rapporto (aprirà i lavori il «padrone di casa» Carlo Sangalli), spiega: «Se i saldi sono positivi non vuole dire che va tutto bene. Sappiamo che anche i segni "più" non sono sufficienti perché non vogliamo essere (solo) un popolo di "camerieri" a servizio dei turisti, per quanto ricchi, che frequentano e un po' «consumano» il nostro Paese; ma vogliamo partecipare alla costruzione di un'Italia che sia all'altezza della sua storia, con cittadini di prima e di nuova generazione forti, istruiti e colti». L'attenzione è rivolta al nuovo governo, Cancellato approfitta della presenza di Bonisoli, atteso lunedì a Milano, per lanciare un appello: «Non bastano le punte, non sono sufficienti i "goleador", ci vuole una squadra, una nazione che sia consapevole dei mezzi che ha e che li sappia riconoscere e usare bene. Noi, le imprese culturali, siamo a disposizione».