Il neo presidente Francesca Bazoli: «Ora cerchiamo il nuovo direttore, anche all'estero Una sola offerta, considerata irricevibile, e la Fondazione Brescia Musei straccia il maxi bando per l'affidamento dei servizi a una società esterna. Serena Francesca Bazoli, neo presidente: si va avanti come fatto finora. E il nuovo direttore si cerca anche all'estero. Pubblicato e cestinato per mancanza di offerte decenti (ne era arrivata una: irricevibile), rivisto, corretto e prorogato prima al 28 giugno, poi al 20 settembre e infine a lunedì scorso, il bando da 34 milioni per la gestione dei servizi di Brescia Musei è stato stracciato: a mezzogiorno del 15 ottobre, la data di scadenza, alla fondazione non è arrivata nessuna offerta (nonostante fossero interessati tre gruppi di, testuale, «grandissima portata»). «È stato un esperimento, non siamo mai stati troppo convinti che avrebbe avuto successo: la fondazione andrà avanti a organizzare i servizi come ha fatto finora. Il progetto della concessione, previsto dall'accordo con la Loggia, è tramontato» dice Francesca Bazoli, il presidente. Rammarico: nessuno. «Ci siamo tolti uno scrupolo. Siamo assolutamente sereni nel dire che proseguiremo con il sistema finora utilizzato. Valuteremo se dare qualche servizio specifico in concessione, come il bookshop (ci sarebbero già alcune società interessate, ndr)». La latitanza di offerte, per il presidente, è dovuta ai limiti messi tra paragrafi e note a piè di pagina. Il primo: l'approvazione da parte della direzione scientifica di Brescia Musei di ogni mostra che l'affidatario avrebbe allestito (in caso contrario, c'era il rischio di trovare nel programma block-buster senza senso o pagliacciate). «Evidentemente dice Bazoli questo limite contrastava con l'ottica imprenditoriale di chi avrebbe voluto partecipare alla gara». Altro cavillo: «Il mantenimento di tutto il personale attualmente impiegato dalle cooperative e degli orari di apertura». Per il direttore Luigi Di Corato, che a gennaio lascerà la fondazione per Lugano, «se le grandi città come Venezia, Milano e Torino tendono a spezzettare i servizi con bandi separati per avere il massimo delle condizioni possibili, quelle più piccole si affidano a un global service per compensare eventuali differenze tra servizi più forti e servizi più deboli. Ma si tratta di grandi gruppi che si dedicano a tante realtà diverse: le società che erano interessate al nostro bando ci hanno fatto capire che, essendoci un ente che si occupa solo del patrimonio come la fondazione, sarebbe stato difficile mantenere lo stesso livello di attenzione». Cestinato un bando ne sarà pubblicato un altro per reclutare un nuovo direttore. Il testo è stato approvato dal cda lunedì: sarà online tra pochi giorni. «Daremo la massima evidenza anche fuori dall'Italia» ha detto il presidente dopo aver ringraziato Di Corato «per il suo grande contributo: il rapporto con lui darà ancora buoni frutti».