Un cortile progettato dal Bramante chiuso al pubblico, invsibile ai milanesi e ai turisti. In via Terraggio, angolo corso Magenta, nel palazzo dove c'è anche il cinema Orchidea, resiste ai secoli di storia una lunga fila di nicchie scavata in un muro di mattoni rossi. La firma è del Bramante, come testimonia uno scritto di Leonardo Da Vinci che era suo collega ed amico alla corte di Ludovico il Moro. Oggi quelle nicchie che ricordano l'architettura della vicina Santa Maria alle Grazie, anch'essa progettata dal Bramante, vengono usate come deposito per i rifiuti. La scoperta del palazzo e delle nicchie e l'attribuzione a Bramante è stata fatta da una storica dell'architettura, Roberta Martinis, milanese, docente all'univesità di Lugano, alliea del grande Tafuri. E gli studi sul palazzo, che era del conte Eustachi, "Castellano" di Milano ai tempi di Giangaleazzo, sono di Edoardo Rossetti, uno fra i più importanti storici della Milano del '400, che ha mappato l'intero quartiere con gli archivi notarili dell'epoca. Sono loro a spiegare che il conte Eustachi aveva ingaggiato Bramante per farsi costruire una dimora sontuosa, lui che veniva da una semplice famiglia di armatori del Ticino. Il palazzo oggi privato mantiene nel cortile alberato i resti dei fasti di quell'edificio che aveva la facciata decorata di statue, fregi e scaglie di metallo dorato. Nelle bellissime nicchie a cupola purtroppo oggi ci sono sacchi di pattumiera e cassonetti per la raccolta differenziata.