"Così il Grande Progetto ha rilanciato Pompei" Per "salvare" Pompei "occorre scavare". In questo modo, il direttore del Parco archeologico di Pompei, il professor Massimo Osanna, ha riassunto il senso e l'obiettivo del "Grande Progetto Pompei", che ha illustrato oggi durante una conferenza presso l'ambasciata d'Italia a Berlino. Avviato dal governo italiano nel 2012 con finanziamenti nazionali ed europei e prorogato fino al 2020, il "Grande Progetto Pompei" vuol fornire una nuova immagine della città vesuviana attraverso campagne di scavo e restauro, lavori di consolidamento, messa in sicurezza, manutenzione e ammodernamento dell'intero sito archeologico mediante un approccio multidisciplinare che sfrutta le più moderne tecnologie. Secondo quanto riferito dall'ambasciata d'Italia a Berlino in un comunicato, il "Grande Progetto Pompei" ha contribuito "in maniera sostanziale al crescente successo" di visitatori (3,5 milioni 2017) della città vesuviana, "grazie anche alla riapertura di 37 domus rimaste a lungo chiuse al pubblico, al cospicuo ampliamento della rete viaria urbana che ha reso accessibile gran parte del sito, e ai numerosi e spettacolari ritrovamenti". Secondo Osanna, a Pompei si devono "coniugare sicurezza, conoscenza e restauro" del sito archeologico scoperto nel 1748. Per l'accademico, in particolare, "i 105 milioni di euro" del "Grande Progetto Pompei" hanno provocato "una piccola rivoluzione" nella città vesuviana, portando "in quattro anni un milione in più di visitatori e riaprendo settori chiusi dal terremoto del 1980" che colpì la Campania e le regioni limitrofe. Pompei è infatti "un luogo straordinario" che vive "una seconda vita dai primi scavi del 1748, un luogo dove si è sperimentata l'archeologia europea, dove è nata l'archeologia europea", ha sottolineato Osanna. L'accademico ha poi aggiunto che l'importanza del sito non è legata soltanto ai lavori di scavo, ma anche al suo essere "il luogo che più di ogni altro ha influenzato la cultura europea" per secoli nelle sue più diverse espressioni. Per continuare a vivere, la storia di Pompei deve coniugarsi con il presente e proiettarsi verso il futuro. Appare questo l'obiettivo del "Grande Progetto Pompei", avviato dopo il crollo della Schola armaturarum avvenuto nel sito nel 2010. Il disastro provocò profonda indignazione in Italia e all'estero e mise in luce le gravi criticità della città vesuviana che Osanna ha fatto derivare, tra l'altro da "un'accelerazione del degrado" in particolare a seguito del terremoto del 1980. Partita ufficialmente nel 2014, l'iniziativa del governo italiano, finanziata con fondi nazionali ed europei, ha dotato Pompei di "una nuova governance e un nuovo team", ha evidenziato Osanna.