Infiltrazioni d'acqua, via il prato e copertura impermeabile SONO più di 1900 anni che Nerone deve sottostare a Traiano. Ossia da quando la Domus Aurea, appartenuta all'imperatore incendiario, andò a fuoco nel 104 e venne ricoperta di terra per far da fondamenta alle terme di Traiano. Ammirata da Raffaello e dai suoi compagni di escursione che, alla fine del '400, si calarono nei buchi nel terreno e scoprirono (quindi ricopiarono) le decorazioni sulle volte (le «grottesche») , la Domus aurea potrebbe ora tornare definitivamente alla luce. E perdere l'ultimo strato di terra gettatale addosso dagli architetti di Traiano: le aiuole dei giardinetti di Colle Oppio. «Sì, le infiltrazioni d'acqua sono evidentispiega Angelo Bottini, a capo della Soprintendenza archeologica e stanno deteriorando i restauri eseguiti 5 anni fa. Il manto erboso sovrastante va rimos-so». Il risanamento non può aspettare. «Per iniziare i lavori- prosegue il soprintendente possiamo utilizzare parte dei due milioni di euro che il governo, attraverso la società Arcus, sta per erogare». Il prato che si trova nella zona alta del parco di Colle Oppio, area al centro della bonifica iniziata ieri dal Comune dopo il caso della donna stuprata da sei uomini che bivaccavano tra le rovine sarà quindi rimosso. Zolla dopo zolla. E dopo? «Dopo si potrà anche rimettere l'erba, comunque studieremo le varie ipotesi insieme con la Sovrintendenza comunale rivela Bottini ma prima dobbiamo impermeabilizzare la copertura della Domus Aurea». La casa di Nerone, ciò che rimane della sterminata villa che si estendeva dal Palatino alle pendici dell'Esquilino, si trova sotto i resti di un'opera altrettanto magnifica, le terme di Traiano, costruite tra il 104 e il 109 d. C. «Stiamo andando avanti con restauri e scavi nella parte nord della Domus, l'esedra, dove i passato abbiamo fatto le scoperte dell' affresco con la città dipinta e del mosaico dei vendemmiatori», riepiloga 0 sovrintendente ai Beni culturali,. Eugenio La Rocca. «Ma il progetto globale del parco archeologico rivela lo studioso prevede che, in superficie, venga ricucita la trama dei resti delle terme. Il disegno di viali e aiuole del parco, così com'è, non permette di leggere la pianta delle straordinarie terme di Traiano». Bottini e La Rocca lavorano a un progetto (spesa, 125 milioni) ancora più grande: far rinascere il parco di Colle Oppio nel contesto della riqualificazione del quartiere, che ci sarà con la fermata della metrò C.