Liberi da recinzioni e teli di copertura, i leoncini in piazzetta San Marco, realizzati 1722 da Giovanni Bonazza, imbrattati sabato scorso da quattro giovani con della vernice rossa, sono tornati al loro splendore in tempo record. Ieri in piazza è stato un vero assalto: selfie di gruppo, chi si mette naso a naso con il leone, chi ne accarezza il dorso, chi si azzarda a mettere le mani nelle sue fauci. Non c'è limite all'inventiva per la foto ricordo con il leone simbolo di Venezia. I più entusiasti sono stati i bambini, tra genitori che li hanno fermati e altri fotografati. Insomma un lavoraccio per gli steward che tutto il giorno hanno fermato adulti, tirato giù bambini, spiegato e rispiegato che non si può. Dal 2012 vige l'ordinanza che vieta di salire sui leoncini che sono un monumento ma, soprattutto con i bambini, c'è sempre un po' di indulgenza. Ieri, dopo l'atto vandalico, erano rigidi anche gli steward. E non solo loro: ieri una signora vedendo un bambino cavalcare il leoncino, ha ripreso i genitori: «Non è il caso di salirci sopra, è un monumento, si rovina». Per il recupero della scultura, la San Marco Group ha messo a disposizione un suo gel per rimuovere smalto e vernice e un prodotto idrosolubile che crea una barriera superficiale, che facilita l'asportazione di eventuali scritte future con l'acqua calda.