Telecamere e laser: da Carnevale il nuovo sistema con l'aiuto degli smartphone VENEZIA. Da piazzale Roma a Riva degli Schiavoni, le postazioni sono già state definite: una trentina tra telecamere e laser. Gli uffici stanno lavorando al capitolato per il bando che permetterà di trovare l'azienda (ma probabilmente sarà un Ati viste le diverse competenze che saranno richieste) che installerà i sensori conta-turisti per gestire i flussi partendo da dati certi. Se i tempi verranno rispettati a Carnevale il nuovo sistema sarà operativo. VENEZIA. Le postazioni sono già state definite: una trentina tra piazzale Roma e Riva degli Schiavoni, dove arrivano i lancioni. Gli uffici stanno lavorando al capitolato per il bando che permetterà di trovare l'azienda (ma probabilmente sarà un Ati viste le diverse competenze che saranno richieste) che installerà i sensori conta-turisti. L'accordo con la Sovrintendenza c'è già, in modo da evitare rallentamenti qualora Palazzo Ducale non ritenesse idonei i luoghi scelti. Anche perché per terra non ci sarà praticamente niente, i dispositivi saranno installati sulle facciate dei palazzi o sui lampioni dell'illuminazione. Non ci sarà un unico sistema a contare i turisti, Venis dopo la sperimentazione dei mesi scorsi infatti ha scelto una tecnologia mista che possa dare precisione e una quantità di informazioni tale da poter gestire i flussi nel modo più completo. Ci saranno telecamere, ma ci saranno anche i sensori laser 3d che mandano informazioni, ombre colorate che diventano numeri. Il punto di partenza è la gestione dei flussi ma la tecnologia può permettere anche la gestione complessiva della città. Dai percorsi alternativi, alla programmazione della visita, dall'intervento di polizia alla guerra all'abusivismo. Un esempio può arrivare dai numeri raccolti nel periodo di sperimentazione in Riva degli Schiavoni dove i dispositivi hanno contato mediamente 3-4 mila persone in arrivo da ogni pontile dei lancioni ogni giorno. Un'autostrada verso San Marco che potrebbe spingere Ca' Farsetti a confermare lo spostamento dell'arrivo alla Fondamenta Nove come durante i giorni da bollino nero. I tecnici metteranno a disposizione i dati, daranno una prima interpretazione, poi la decisione sarà del sindaco, perché l'intervento umano continuerà ad essere dirimente, anche quando ci sarà il software che Venis sta realizzando. L'obiettivo è di creare un sistema che metta insieme i dati provenienti dai sensori sparsi nel centro storico, con quelli che arrivano dalle celle delle compagnie telefoniche. Una quantità di numeri mostruosa che permetterà di arrivare a definire o deviare i percorsi qualora ci fossero rischi di alte concentrazioni di persone. La centrale operativa diventerà la smart control room del Tronchetto, pronta a giugno, nel frattempo video, terminali e dati arriveranno alla centrale di Venis, cose sono arrivati finora nel cervellone di Porto Marghera. Lo chiamano «datacenter», è in grado di immagazzinare milioni di dati: mille server (duecento fisici e ottocento virtuali, per ridurre spazio e consumo di energia) raccolgono già tutte le informazioni del Comune e delle aziende partecipate, su servizi e sicurezza, dai parcheggi ai rifiuti. Il bando dovrebbe garantire l'installazione (grazie a fondi Pon Metro e del Patto per Venezia) dei diversi sensori entro il Carnevale, primo test effettivo del nuovo sistema. Saranno posizionati nelle direttive principali, usate dei turisti: dai giardini Papadopoli alla Lista di Spagna, dalla Strada Nuova a Fondamenta Nove, da Rialto a San Marco. Qui verranno intrecciati i dati che arrivano da telecamere e laser con quelli che derivano dalle celle telefoniche, in modo da poter intervenire in tempo reale in caso di afflusso oltre i limiti.