Il sindaco: «Un danno d'immagine». L'Eav: difficile sostituirlo NAPOLI. Nel 2017 quasi mezzo milione di persone hanno visitato gli scavi di Ercolano. E il 2018 potrebbe chiudersi ancora meglio. In dieci anni sono infatti quasi raddoppiati turisti e curiosi che hanno goduto del sito archeologico. Ebbene, la stazione Circumvesuviana Ercolano-scavi ha da circa una settimana la biglietteria chiusa. Il bigliettaio si è ammalato, può succedere ovviamente, ma per l'Eav, la società che gestisce la linea, non c'è la possibilità di rimpiazzarlo. «Per noi è un danno d'immagine non c'è dubbio dice il sindaco Ciro Buonajuto . Quando vai a Londra e i mezzi pubblici funzionano, pensi a come è amministrata bene la città, non come sono bravi i dirigenti della società che gestisce il servizio. Funziona così al contrario: la biglietteria chiusa è colpa di Ercolano». E prosegue: «Ho sollecitato ovviamente Eav e il suo amministratore Umberto De Gregorio, che mi ha risposto che la responsabilità è dei sindacati». Cioé? Ovviamente, siamo andati alla fonte. Ed effettivamente riceviamo la stessa risposta. «Come ho detto centinaia di volte, il nostro contratto di servizio spiega De Gregorio prevede che non tutte le stazioni siano presenziate». Be' si presume che le stazioni, cosiddette turistiche, lo siano. «E infatti Ercolano lo è per due turni su tre. Ora, il bigliettaio si è ammalato e un sostituto non c'è per carenza di personale. Abbiamo molti pensionamenti, ma grazie allo sblocco del turnover abbiamo indetto un concorso per assumere 350 persone. Siamo molto stretti, la gente va in pensione e nessuno li sostituisce». Più che stretti; nel frattempo che le procedure vanno avanti non si può spostare personale da una stazione all'altra? «Qui casca l'asino afferma De Gregorio . Per me sarebbe scontato poter, la mattina, avere un quadro della situazione e giostrare turni e personale in base alle esigenze dell'aziende. Ma i sindacati non vogliono. Fanno, diciamo così... resistenza. Quando ho chiesto di poter "tappare" il buco ad Ercolano con un altro bigliettaio hanno detto di no. Qualche giorno fa è successo anche alla stazione di Montesanto. E parliamo di Napoli per Napoli. Il tema è la mobilità del personale. Ogni cosa che chiediamo è un problema. Se voglio spostare una sedia devo fare sette riunioni con sette sigle sindacali diverse. Nessuno vuole toccare i diritti dei lavoratori. Ma così è una fatica».