Non nasconde la sua «perplessità», il presidente dell'Autorità portuale Pino Musolino, a seguito delle dichiarazioni dei due ministri grillini, Bonisoli e Toninelli, che intendono riconoscere l'interesse storico-artistico e aprire un tavolo di lavoro su Venezia allo scopo di limitare il passaggio delle grandi navi. Che sia un fulmine a ciel sereno, per le istituzioni locali, si intuisce anche dal silenzio glaciale che filtra dai palazzi del potere. Il sindaco Luigi Brugnaro e il governatore Luca Zaia preferiscono non commentare le dichiarazioni che arrivano da Roma. Ca' Farsetti e Palazzo Balbi, quindi, aspettano di capire quali saranno effettivamente le prossime mosse decise da Mibact e Mit. Se la politica, per adesso, si tira indietro dalla vicenda, l'unico a esporsi è, appunto, il presidente dell'Autorità portuale. L'autorità cittadina più coinvolta nella partita sulle crociere a Venezia. «I miei collaboratori», è il messaggio di Musolino, «mi segnalano che il ministro Bonisoli ha annunciato questa mattina (ieri, ndr) sulla sua pagina Facebook che la Soprintendenza di Venezia sta avviando l'iter che porterà al riconoscimento storico-artistico delle vie d'acqua di Venezia, canali di grande navigazione inclusi, con particolare evidenza al Canale della Giudecca. Proposta che, sorprendentemente, è stata accolta dal ministero delle Infrastrutture. Tali dichiarazioni mi lasciano doppiamente perplesso». Musolino contesta il "metodo" perché, sottolinea, in una democrazia autentica il dialogo tra le istituzioni è fondamentale ma non deve svolgersi sui social media. Ma anche il "merito": «Perché», continua, «quel bilanciamento fra ambiente e Porto cui il ministro si riferisce viene praticato ogni giorno dall'Autorità di sistema portuale». Musolino parla dalla Naples Shipping Week dove si trova per illustrare alla comunità portuale nazionale le buone pratiche del Porto di Venezia in termini di riduzione dei consumi e delle emissioni e di eco-sostenibilità in genere delle attività portuali. «Questo perché», dice ancora, «Venezia rimane un punto di riferimento internazionale sul fronte del rispetto ambientale in termini di regole, procedure e tecnologie utilizzate. Per quanto concerne poi il settore crociere, tale bilanciamento è stato ulteriormente rafforzato con la decisione assunta dal Comitatone dello scorso novembre e attende solo indicazioni ministeriali chiare per poter essere messo in pratica. Aspettiamo di essere convocati dai ministri competenti». Il presidente dell'Autorità portuale di Venezia rinnova la piena disponibilità per attivare un dialogo diretto nelle sedi istituzionali sul futuro di Venezia e del suo porto. Un'occasione, sostiene, per illustrare il lavoro fatto in questi anni. C'è, infine, la questione lavoro nelle parole di preoccupazione di Musolino. L'eventuale limitazione dell'attività crocieristica provocherebbe un danno incalcolabile a migliaia di lavoratori e all'indotto metropolitano: «Il settore crociere», conclude, «dà lavoro a oltre 4000 mila padri e madri di famiglia e il porto commerciale a oltre 13 mila. In più le attività portuali valgono ben più del 20 della ricchezza della area metropolitana. Da cittadino prima e da amministratore pubblico poi, non voglio e non posso pensare di mettere in atto soluzioni che pregiudichino la vita del porto e che mettano a repentaglio l'occupazione».