Qualcosa in più di un atto vandalico. Lo sfregio del Leoncino, uno dei simboli di Venezia e un luogo dell'anima per i tanti veneziani che ci andavano a cavallo da piccoli, è la conferma che nella testa di molti Venezia non è una gemma preziosa da rispettare. Ma un luogo da consumare. La massa incontrollata dei turisti mordi e fuggi non aiuta. La vigilanza può non bastare. «Certo non possiamo transennare ogni cosa, la città è aperta tutti», ammette Mario Piana, proto di San Marco, dirigente della Soprintendenza e docente Iuav, «È un fatto vergognoso e basta. Di una stupidità incredibile. Segno che quei vandali non conoscevano nemmeno la storia, il valore di quelle opere. Un fatto preoccupante. Ma l'unico rimedio è la cultura, l'educazione. Chi viene qui, deve sapere dove va. Non siamo un luna park». Un fronte inaspettato dopo le cafonate estive. Fastidiose, ma alla fine innocue come i tuffi in canale, i panini in mezzo alla via, le biciclette nella città pedonale, le immondizie, i gabbiani. Adesso nella notte, un gruppo di studenti (studenti!) imbratta uno dei Leoncini settecenteschi dell'omonima piazzetta. Di fronte al patriarcato e alla facciata laterale della Basilica. Secondo i primi rilievi, il danno non sembra grave. La vernice alla fine potrà essere rimossa, il leoncino ferito è giù stato recintato in attesa delle cure dei restauratori. Resta l'odioso episodio. Conferma che Venezia, un tempo città delle arti e della cultura, oggi balza alle cronache nazionale sempre più spesso per atti vandalici ed eccessi un tempo sconosciuti. Lo sfregio del Leoncino non ha nulla a che vedere con i tanti episodi della cronaca estiva. Ma testimonia di un qualcosa che ormai ha superato ogni limite, anche morale. Così gli eccessi di velocità e gli incidenti nautici, anche mortali, un tempo rarissimi. Il moto ondoso e la paccottiglia che sta trasformando la città in un suk senza qualità, dove tutti vendono la stessa merce. Sedie e tavolini dappertutto, negozi di chincaglierie al posto degli artigiani che scompaiono e che in altri luoghi sarebbero stati protetti come una specie in estinzione. C'entra tutto questo con la vernice sul muso del leone? C'entra. Perché negli ultimi anni Venezia si è trasformata in un qualcosa di estraneo alla sua cultura millenaria. Non più meta del viaggio ma luogo del consumo. Dove tutto è permesso. Non bastano plotoni di vigili, non bastano i divieti e l'ordine pubblico. Una civiltà in pericolo. Perché in pericolo sono i suoi abitanti, ridotti a meno di 55mila. In pericolo la storia e le tradizioni mercantili e artigiane. In pericolo il tessuto socio economico messo a rischio dalla trasformazione diffusa degli appartamenti in appartamenti per turisti frettolosi e sempre più invasivi. «Cosa fare? Istruire, educare. Provare a spiegare che questa è una città davvero unica al mondo», dice Piana. In attesa del prossimo episodio. Alberto Vitucci
La Nuova Venezia
2 Ottobre 2018
VENEZIA - Impossibile transennare tutto Venezia deve restare città aperta
AL
Alberto Vitucci
La Nuova Venezia
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
La Nuova Venezia · 21 Dic 2004
Palazzo Grassi, acquisto congelalo
La Nuova Venezia · 29 Dic 2004
Palazzo Grassi, spesa dimezzata
La Nuova Venezia · 31 Gen 2005
Palazzo Grassi da non comprare
La Nuova Venezia · 23 Ago 2005
Cantieri Mose, l'incognita dei reperti
La Nuova Venezia · 5 Ott 2005
VENEZIA: Citta' tradita e soldi al MOSE
La Nuova Venezia · 12 Nov 2005
La Finanziaria taglia Venezia
La Nuova Venezia · 18 Giu 2006
Alberoni, il cantiere Mose è abusivo
La Nuova Venezia · 18 Ott 2006
Un relitto medievale sui fondali del Lido
La Nuova Venezia · 21 Nov 2006
Il mare sale, previste 70 chiusure all'anno
La Nuova Venezia · 30 Dic 2006
Venezia. Cacciari: Manca una classe imprenditoriale
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 3 Feb 2018
Firenze. Studenti-Guida, l'arte secondo loro
Messaggero Veneto - Giornale del Friuli · 2 Ott 2016
Nell'ex stazione ippica di Latisana un museo friulano (dopo 9 anni di lavori)
Messaggero Veneto - Giornale del Friuli · 3 Ott 2016
CIVIDALE Servono collaborazione e un vero progetto per il centro storico
l'Unità · 5 Ott 2016
Città d'arte a numero chiuso? No, però...
la Repubblica · 7 Ott 2016
Fondazione Ferrero dinamismi di luce Il futurismo di Balla irrompe ad Alba
La Nuova Sardegna · 8 Ott 2016
SARDEGNA - Beni culturali e sviluppo locale, la parola d'ordine è "fare rete"
Messaggero Veneto - Giornale del Friuli · 8 Ott 2016
Crepa a villa Dolfin, si corre ai ripari
La Nuova Venezia · 8 Ott 2016
VENEZIA - Palazzo Ducale, nuova vita per il portale della Scala d'Oro
Corriere della Sera · 9 Ott 2016
La bellezza perduta nelle città
Corriere della Sera · 9 Ott 2016
Roma, quelle belle chiese chiuse patrimonio d'arte oscurato
Corriere della Sera · 9 Ott 2016
Crociere, appello sull'ipotesi Marghera. Baretta: Qualcuno finanzi il progetto
il Sole 24 Ore · 14 Ott 2016
PAESTUM-Summit mondiale su turismo e archeologia
Il Gazzettino · 14 Ott 2016
CIVIDALE-Patrimonio Unesco: al via restauro del coro del Tempietto Longobardo
la Repubblica · 9 Ott 2016
Paesaggi da sogno e argini alle frane il tesoro nascosto delle terrazze d'Italia
Il Tirreno · 17 Ott 2016
TOSCANA - Riparbella, La Regola ha aperto una nuova struttura ecosostenibile firmata dall'architetto Sergio Scienza
La Nuova Venezia · 14 Ott 2016
VENEZIA - Navi e ambiente, un avamporto fuori dalla laguna
La Nuova Venezia · 15 Ott 2016
VENEZIA - Palazzo Grimani chiude al pubblico
La Nuova Venezia · 15 Ott 2016
VENEZIA - No all'accorpamento con l'Archeologico
la Repubblica · 18 Ott 2016
I veneziani alla battaglia finale per la loro civiltà
Eddyburg · 20 Ott 2016
Lo Stato dimentica Teano e il Mose minaccia l'Arsenale