Pescia. «Siamo alla ricerca di sponsor data la quantità dei materiali necessari e le particolarità delle molteplici competenze». È l'appello che Claudio Stefanelli, direttore della gipsoteca Libero Andreotti di Pescia, ha lanciato dalle pagine del nostro giornale a quanti esperti d'arte, appassionati o semplici amatori avessero la volontàpossibilità di partecipare al finanziamento del restauro di un trittico trecentesco, un tempo conservato all'interno della Pieve dei Santi Tommaso e Ansano di Castelvecchio. L'opera, attribuita a Nanni di Jacopo, è una pala d'altare che rappresenta nel pannello centrale la Madonna col Bambino e Angerli e nella cuspide il Cristo pantocratore. Nel pannello di sinistra i Santi Giovanni Battista e Tommaso e nella cuspide l'Angelo annunciante, mentre in quello di destra i Santi Ansano e Biagio e nella cuspide la Madonna annunciata. Il dipinto, che nell'insieme misura 257cm di altezza x 230 di larghezza si trova attualmente in un laboratorio di restauro a Prato. «Data la poca leggibilità del dipinto, come evidenziano le foto di cui siamo in possesso, non potrà più essere ricollocato nella Pieve ha spiegato Stefanelli ma conservato in appositi magazzini a disposizione degli studiosi». Chi volesse avere un'idea più precisa dell'aspetto che tornerebbe ad avere l'opera, una volta restaurata può adoperare come riferimento un altro trittico, dello stesso autore, conservato nella Chiesa di San Francesco a Pescia, il trittico della Madonna con Sant'Anna, la cui struttura presenta numerose analogie con l'opera di Castelvecchio. Altre opere d'arte provenienti dalla Pieve sono conservate nella chiesa parrocchiale di Castelecchio. Vent'anni fa, l'oratorio di Castelvecchio e i suoi affreschi furono scoperti per caso dai volontari del gruppo parrocchiale, che dopo aver pulito la sala, resero possibile gli interventi di restauro, portando avanti un'azione di valorizzazione e recupero del patrimonio della comunità attraverso il ricorso al crowdfunding (dall'inglese crowd, folla e funding, finanziamento) cioè una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse per restaurare il suo patrimonio artistico. Nel 2015 fu fatta una sottoscrizione on line per due tele del XVII secolo, ritrovate nelle soffitte della canonica nel dicembre che oggi, restituite all'antico splendore sono nuovamente esposte all'interno della chiesa parrocchiale. Infine, un'ulteriore sottoscrizione è stata attivata per il restauro di una pala d'altare del XV secolo. Potrebbe essere, questa, una soluzione anche per il trittico di Nanni di Jacopo? Nessuna strada, al momento, viene esclusa.