Sarà una forte emozione a gennaio, per l'inaugurazione della stagione, con "Turandot", ritrovare nella sala del Teatro Massimo l'antico sipario dipinto da Giuseppe Sciuti, non più visibile dal 1974, quando il teatro fu chiuso. Dipinto a tempera su tela di lino 12 per 14 metri, a coprire interamente il boccascena, imponente e meraviglioso. Dalla riapertura del tempio della lirica, nel 1997, nessuno lo ha più rivisto, ma manca poco. Sono iniziati i lavori di restauro, come prevede l'accordo tra il Teatro, Volotea, il soprintendente per i Beni Culturali, Lina Bellanca, e il Dipartimento regionale dei beni culturali. Carlos Munoz, presidente e fondatore di Volotea ha già finanziato diversi concerti gratuiti e da poco ha festeggiato quota 2 milioni di passeggeri in partenza dallo scalo di Palermo. Adesso i 50 mila euro per il restauro. "La nostra intenzione - ha sostenuto - è di continuare a investire in Sicilia, proponendo nuovi collegamenti". Realizzato nel 1896, il sipario di Sciuti, era pronto e montato per l'inaugurazione del Teatro, nel 1897, come un'ideale continuazione degli affreschi e degli arredi della sala, rappresenta l'uscita di re Ruggero dal Palazzo reale per recarsi in Cattedrale per l'incoronazione. "Il restauro avverrà nei laboratori di scenografia del Massimo, affidato ai tecnici della Soprintendenza, che lavoreranno a fianco dei tecnici della Fondazione, in sinergia strategica, la fase finale del ricollocamento sarà invece interamente a carico degli scenotecnici del Massimo". Il sindaco Orlando ha voluto sottolineare che "la collaborazione tra pubblico e privato, come accadeva nella Palermo dei Florio, non può che produrre effetti positivi sul versante artistico, ma anche su quello economico."