Una figura umana scorticata? C'era. Anzi, due. Una statua di un'ancella dalla Cenerentola? Pure. Ma anche busti di Mozart, pannelli tratti da vecchie scenografie, teschi alati, poltrone e boudoir, chitarre e scrittoi, alberi e torri, asini e bambole, tamburi e bauli. Gli oggetti di scena (ovviamente in disuso) dei magazzini del Teatro Comunale sono finiti nelle case dei più audaci che sabato mattina, fin dalle 9, s'erano schierati sotto il portico del Comunale, davanti a piazza Verdi, per accaparrarsi pezzi di storia della lirica bolognese. Scene da Opera reBORN, il primo evento organizzato a Bologna di un format ormai diffuso in tutta Italia. Lo ha realizzato una start up di Cagliari (Silvia Murruzzu) con un'idea che potrebbe fare la gioia sia dei collezionisti sia dei magazzinieri degli enti lirici: liberare spazio per le nuove produzioni e dare valore a quelle vecchie, non più riutilizzabili. Giacenze, insomma, "avanzi di cantina", ha detto qualcuno passeggiando, forse un po' troppo distrattamente. Ma quello che è materiale di scarto per uno scenografo d'oggi, può essere oro per l'appassionato di ieri e di domani. E infatti la reazione del pubblico è andata oltre ogni aspettativa: in poche ore sono andati venduti più di due terzi dei pezzi esposti. Il primo acquisto? Una figura umana di legno, da sala anatomica, senza pelle, a dimensione naturale. Poi è toccato a un gigantesco busto di gesso di Mozart, andato in scena nel 2006 nel singspiel di Albert Lortzig "Scene dalla vita di Mozart" per i 250 anni della nascita del genio di Salisburgo. Prezzi accessibili, ma senza esagerare: per una statuetta a mezza altezza del Barbiere di Siviglia occorrevano dai 150 ai 180 euro. Un cavalluccio di legno arrivava a 250. Mozart se l'è cavata con 120-150 euro. Non per tutte le tasche, insomma. Ma del resto la storia si paga. E tutti gli oggetti venduti serviranno a sostenere i restauri del portico del Comunale. Visto il successo, l'idea è di ripetere al più presto. E il sospetto è che non basterà più un portico per accontentare tutti.