Un progetto longevo che è a sua volta un «monumento» della formazione e della didattica culturale italiana. «Adotta un monumento», ideato da Mirella Barracco con la sua Fondazione Napoli Novantanove, compie venticinque anni e li saluta con almeno due buone notizie: l'alleanza con il programma della Regione Campania «Scuola Viva» e l'espansione del suo modello sino al Brasile. Lo ha raccontato ieri l'ideatrice della più gettonata delle adozioni a Palazzo Zevallos Stigliano, dove è stato presentato il nuovo accordo con Palazzo Santa Lucia. «Dopo l'inizio con la giunta Bassolino ha detto proprio venticinque anni fa, il progetto si è espanso prima in Italia, poi in Europa ma sempre da solo, senza nessun partner istituzionale. Essere tornati oggi all'attenzione della Regione testimonia l'importanza di un percorso che trae proprio dal "locale", inteso come radice culturale forte, una ragione d'essere. Il nostro insegnare a riappropriarsi del "locale" attraverso la conoscenza dei beni culturali che raccontano la storia e l'identità delle persone diventa ora globale: abbiamo infatti accettato l'invito di una importante associazione culturale del Brasile e fra un anno, nel settembre del 2019, andremo a Porto Alegre per esportare il modello. Non diamo premi, né compensi ma abbiamo da sempre una lunga fila di scuole che vogliono partecipare». Di educazione è superesperto Marco Rossi Doria: «Questa invenzione è stata ad un tempo pedagogica, civile e propriamente politica, nel senso che riguarda la polis, la città dove si vive e si cresce e i suoi significati e la sua possibilità di essere luogo di memorie e di sviluppo della comunità. E, in quanto generatore di innovazione, ha determinato politiche pubbliche». Le stesse che l'assessore regionale all'Istruzione Lucia Fortini ha fatto incrociare con l'ormai storico progetto: «Sono oltre 450 le scuole aperte anche di pomeriggio in tutta la Campania con l'obiettivo non secondario di creare comunità consapevoli. Contro "i vetri rotti" con relativa teoria l'adozione dei monumenti rappresenta una grande occasione educativa». Dopo le spiegazioni tecniche di Lorella Astarita (Progetto Museo) e mentre scorrono le immagini delle adozioni, il governatore Vincenzo De Luca tira un sospiro di sollievo: «Grazie per avermi sottratto all'animalità in cui versa la politica. La bellezza a Napoli è così grande da sopravvivere anche alla nullità delle sue istituzioni. La resistenza di Mirella Barracco e del suo progetto è ammirevole e da imitare come modello vincente. Altro che Buona Scuola, una stupidità politica, ovvero come spendere tre miliardi mettendosi contro tutti. Noi per fronteggiare l'emergenza educativa sosteniamo azioni culturali in euro non coniamo nuove monete». Non sono dunque mancati strali a de Magistris. Infine: «La rottura con le giovani generazioni appare irreparabile ed è grave la crisi del principio di autorità che si fa erroneamente coincidere con una propensione autoritaristica. È invece decisivo il lavoro dei bistrattati insegnati, centrali anche nel progetto che la Regione oggi rilancia» .