Alla ricerca dell'antica, grandiosa, piazza di Selinunte. E' questo lo scopo della campagna di scavi appena partita sull'altopiano di Manuzza per trovare i resti dell'Agorà, cuore della città greca. In campo ci sono gli archeologi dell'Istituto Germanico di Roma diretto da Ortwin Dally che, da ormai 20 anni, sono impegnati nelle indagini dentro al parco archeologico più grande d'Europa. L'intento è di ricostruire, tassello per tassello, come era l'Agorà e dunque il centro pulsante della quotidianità pubblica e religiosa di Selinunte più antica. Nata nel 650 avanti Cristo e distrutta nel 409 avanti Cristo, la città greca ebbe vita intensa e grandi monumenti ma, nei secoli, venne dimenticata ed è proprio questo oblio che l'ha conservata fino ai giorni nostri poiché, a differenza di altre città, non è stata protagonista di trasformazioni edilizie e nuove costruzioni. Le ultime scoperte riaccendono così i riflettori su una città che, per tre quarti, è ancora sottoterra: dopo la campagna di scavi estivi ad opera della New York University e della Statale di Milano, ora tocca agli archeologi tedeschi riprendere le ricerche. "Siamo molto felici commenta il direttore del parco siciliano, Enrico Caruso - perché si torna a lavorare in un particolare settore della Selinunte arcaica, abbandonata fuori dal circuito murario di età punica dopo la disfatta ad opera del possente esercito Cartaginese. Questi scavi consentiranno di legare alcuni elementi significativi delle presenze all'interno dell'agorà, parzialmente indagate negli anni Settanta con saggi isolati che portarono alla scoperta di una necropoli arcaica e di un santuario punico, oltre che alla cosiddetta tomba dell'ecista, cioè del fondatore della città. Tutti questi elementi isolati, finalmente, potranno essere messi in relazione tra di loro grazie agli scavi iniziati lo scorso anno sotto la direzione di Sophie Helas, membro del Dai di Roma e nota per l'importante studio pubblicato sulle case puniche nell'Acropoli di Selinunte, che riprende anche quest'anno le sue ricerche iniziate nel 2017". Le indagini proseguiranno fino alla metà di ottobre. "Potremmo essere in presenza di un sito di venerazione di personaggi che avevano un ruolo particolare - afferma Ortwin Dally, direttore dell'Istituto archeologico Germanico - per l'identità della popolazione greca della città antica. Cercheremo di capire cosa è successo prima e dopo la conquista cartaginese".