Maggiori costi d'esercizio per personale e allestimento delle mostre, mancata detraibilità dell'Iva sui contributi del Comune ed il bilancio di Fondazione Brescia Musei nel 2017 si chiude con un passivo di 212mila euro. Altre sette (su trenta) le partecipate della Loggia con i conti in rosso. Il bilancio consolidato d'esercizio del comune di Brescia è florido, con un saldo positivo di 27 milioni. Ma otto delle trenta partecipate presentano (per il 2017) numeri in rosso. Tra questi c'è anche la Fondazione Brescia Musei (-212mila euro) e il Centro Teatrale Bresciano (-55mila euro). Ed è soprattutto sulla prima voce che ieri, nella commissione comunale Bilancio, sono arrivate le critiche del centrodestra, c on Paola Vilardi e Paolo Fontana (Forza Italia) che parlano di «necessaria valutazione delle politica culturale del Comune». A tentare di fare chiarezza sui conti di Brescia Musei ci ha provato Patrizia Serena, dirigente del settore coordinamento Partecipate. Su Brescia Musei ha ricordato che nel 2017 (rispetto al 2016) i ricavi sono in aumento (da 4,8 a 5,113 milioni) ma «pesa il maggior costo d'esercizio che passa dal 51 al 59». Le perdite sono sostanzialmente dovute «a maggiori costi per il personale e per l'allestimento delle mostre» anche se ammette di aver chiesto alla Fondazione (da poco presieduta dall'avvocato Francesca Bazoli) voci di spesa più analitiche per il prossimo anno. A concorrere al «rosso» anche un aspetto squisitamente finanziario: i contributi versati dal Comune sono su per giù gli stessi (2,5 milioni l'anno) ma se nel 2016 andavano prevalentemente sotto la voce «prestazioni di servizi», dove si poteva detrarre l'Iva, nel 2017 sono erogati prevalentemente alla voce contributi «in conto d'esercizio» e questo «porta ad una indetraibilità per 340mila euro». Non trova però una risposta dettagliata la domanda di Massimo Tacconi (Lega): perché non procedere con la modalità di aiuti più conveniente? Non sarebbe possibile, dopo l'esternalizzazione dei servizi. L'assessore al Bilancio Fabio Capra tocca però il tema chiave della questione: «Nel 2010 il Comune dava a Brescia Musei 8 milioni l'anno, scesi oggi sotto i tre. E c'è un tetto ai contributi oltre al quale non possiamo andare, una scelta presa collegialmente in Giunta». Il dibattito sfocia anche in valutazioni di natura più politica (che andrebbero fatte in altra sede, come nel consiglio comunale di dopodomani), fatte proprie da Guido Galperti (Pd) e da Fabrizio Benzoni (Brescia per Passione): non si può applicare alla voce Cultura (così come per i servizi sociali) i parametri di bilancio che si adottano per un'azienda: «Mostre ed eventi portano anche ad un indotto per ristoranti e alberghi di cui si deve tener conto». Frecciata di Vilardi al termine della commissione: «Verissimo, perché allora hanno esternalizzato i servizi museali?».