Guarnizioni difettose. E la Pinacoteca aspetta i collaudi Mentre fervono i preparativi per l'inaugurazione cui la Pinacoteca di Brera lavora da tempo lunedì verranno svelate al pubblico due nuove sale dedicate all'800 e il Caffè Fernanda decine di opere spostate nell'ambito dei riallestimenti sono rimaste senza appropriata sede. Il direttore James Bradburne per conservarle contava sulle sale ipogee di Palazzo Citterio. Ma l'immobile, che prima dell'estate era stato consegnato alla Pinacoteca per i collaudi dopo il lungo restauro, a sorpresa è stato subito «restituito» con segnalazione di vari problemi. Tra gli altri, infiltrazioni nelle sale ipogee «tali da rendere gli ambienti incompatibili» con il deposito di quadri. In sospeso decine di opere, anche quelle delle prestigiose collezioni Iesi e Vitali. Alcune sono state prestate ad altri musei, altre hanno preso la strada di depositi esterni (a pagamento), visto che quelli della Pinacoteca sono pieni e quelli di Palazzo Citterio non erano utilizzabili. Un passo indietro: l'impresa che ha svolto i lavori ha risistemato anche tutto l'esterno, creando un parterre che ora fa da «soffitto» alle sale ipogee progettate da Stirling. Secondo alcuni doveva essere fatto un isolamento di sicurezza ma la Soprintendenza alle Belle arti guidata da Antonella Ranaldi che ha preso in carico tutto il restauro, sgombera il campo da dubbi: «Il problema che si era manifestato con le infiltrazioni d'acqua è stato risolto. Aveva interessato alcuni punti delle sale, era dovuto a pregressi difetti di costruzione delle guarnizioni dice l'esperta . L'impresa esecutrice ora ha ripristinato il corretto flusso e scarico delle acque. Proprio oggi (ieri per chi legge) l'esito positivo dei lavori è stato condiviso da impresa appaltante (Segreteriato regionale diretto da Benedetto Luigi Compagnoni), Soprintendenza e direzione del museo di Brera». La Pinacoteca farà ulteriori collaudi, al momento non si sbilancia. Da quello che trapela però le criticità segnalate erano anche interne all'edificio. Ad esempio, gli innesti delle scale ai piani sarebbero «troppo bassi» e non permetterebbero il passaggio di alcune opere di grandi dimensioni. Tanto che al museo ipotizzano ulteriori «migliorie» (ma gli eventuali ulteriori lavori sarebbero condotti da chi?). Nel palazzo di Brera il restyling continua a spron battuto, in prospettiva altri spazi saranno liberati dall'Accademia. Bradburne (che si avvicina a fine mandato) sogna ancora la passerella di vetro che «vola» sopra l'orto botanico per collegare Pinacoteca e Orto Botanico, lì dove l'architetto Mario Bellini, che aveva vinto il concorso bandito nel 2009 per la Grande Brera, immaginava una semplice «camminata» all'aperto attraverso il giardino. Intanto, ci sono lavori anche sullo Strettone che lambisce Orto, museo del Risorgimento e Istituto lombardo. Per ora si stanno scavando in profondità pozzi per permettere all'impianto di condizionamento del palazzo di Brera di attingere alle acque di falda. Ma potrebbe essere presto totalmente risistemato con pavimentazione, piante e un ascensore che dal cortile della Magnolia porterebbe direttamente al secondo piano dell'edificio, dove c'è l'Osservatorio astronomico. L'ipotesi è che il progetto venga donato dallo stesso Bellini e i lavori 700 mila euro vengano finanziati da Giorgio Armani, che abita vicino e da tempo pensa ad un regalo alla città.