La Veneranda Fabbrica bussa alla porta di Palazzo Marino. «Vorremmo anche qualche aiuto dal Comune». A ricordarlo è Fedele Confalonieri, presidente della Veneranda, giusto ieri. L'occasione è la cerimonia per l'«adozione» di una guglia da parte di Assolombarda (la scultura di San Simeone Stilita) a fronte di una donazione di 150 mila euro. «Avvertiamo la responsabilità di investire sul territorio» ha sottolineato Carlo Bonomi, al vertice di Assolombarda. I gesti di generosità di privati e associazioni sono una delle entrare della Veneranda, il cui bilancio si aggira sui 30 milioni di euro annui. Altri fondi derivano dal patrimonio immobiliare «ma i conti alla fine sono abbastanza modesti», ammette Confalonieri. Vanno bene invece i biglietti d'ingresso al Duomo e al museo. Il presidente parla di «due milioni e 140 mila persone l'anno scorso, con incassi notevoli». E poi ci sono i contributi pubblici. «Lo Stato ci dà cinque milioni, la Regione due». E il Comune? «Loro niente» afferma Confalonieri. I toni tuttavia sono moderati. «Lo dico senza polemiche: siccome il Duomo è un'attrazione per il turismo, mi pare che loro raccolgano qualcosa in tasse di soggiorno». Il riferimento è ai 50 milioni che Palazzo Marino stima di incassare a fine 2018 grazie all'imposta. Il messaggio finale è chiaro: se i turisti arrivano a Milano è anche merito del Duomo, che si «merita» quindi un riconoscimento economico. Il tema si ripete dal 2002, quando l'allora sindaco Gabriele Albertini cancella il contributo annuo. E già nel 2012 l'assessore al Commercio Franco D'Alfonso ipotizza di impiegare la tassa di soggiorno per le Guglie. A oggi il contributo fisso non è stato ripristinato. Nel 2017 il Comune ha però versato 120 mila euro alla Fabbrica, in seguito all'uso della piazza per i mercatini di Natale.