Il Comune di Parma fu il primo, 15 anni fa, nell'allora rossa Emilia, ad affidare la gestione degli asili ai privati, segnando così una svolta politica significativa. Minore costo del lavoro a carico dell'ente e maggiore flessibilità del servizio sono i pilastri che nel tempo hanno retto l'ampliamento delle aree delegate all'esterno dalle amministrazioni pubbliche. Un meccanismo che ha prosperato a prescindere dal colore politico delle Giunte. Così si è passati dalle tate ai bibliotecari. Ultimo caso parmigiano è la gara europea per la gestione triennale delle biblioteche Guanda e Internazionale Ilaria Api oltre a Civica, Alice e Cesare Pavese il sabato e la domenica. Un bando contestato nei mesi scorsi dalle opposizioni consiliari, dalla Cgil e soprattutto dall'Associazione italiana biblioteche. "Le richieste alzano ancora di più l'asticella delle attese e delle competenze, non lasciando spazio a miglioramenti contrattuali o a passaggi di livello. Contratti 'poveri' e inquadramenti relativi bassi in un contesto che vede personale pubblico e privato (di cooperativa) svolgere le stesse mansioni con differenze contrattuali e salariali molto significative, con un'integrazione pubblico-privato impostato sulla differenza di trattamento" sottolineava il sindacato. Aib ne chiedeva il ritiro perché la tariffa oraria prevista "garantirebbe appena l'inquadramento di tutti gli operatori al livello C1 del Ccnl cooperative sociali, quello di cuochi, autisti con patente". L'appalto è stato affidato alla coop Le Pagine, nata a 30 anni fa a Ferrara, e già attiva a Parma in base al precedente bando del 2015. "Grazie all'importante investimento comunale saranno ulteriormente ampliati degli orari di apertura al pubblico delle biblioteche" ha spiegato nei giorni scorsi il municipio. C'è chi ha tirato in ballo "lo status di Capitale della Cultura Italiana 2020 che comporta onori e responsabilità, non ultima quella di essere di esempio in un panorama nazionale che vede il lavoro culturale sottovalutato, sottopagato, non riconosciuto. Parma non può associare il suo nome al titolo di 'Capitale dello sfruttamento nella cultura'" ha detto il comitato di utenti Leggere fra le ruspe. Ora si fa sentire la coop aggiudicataria per rivendicare l'operato nel "pieno rispetto dei Ccnl e della dignità del lavoro dei propri dipendenti e dei loro diritti" e "utilizziamo contratti regolari, contrattualizziamo i bibliotecari in base alle mansioni svolte e ottemperando alle declaratorie previste"; "tutti i lavoratori in forza alla coperativa Le Pagine (bibliotecari, archivisti, catalogatori, educatori) vengano assunti (in accordo con i sindacati) con il Ccnl delle cooperative del settore socio sanitario assistenziale educativo e di inserimento lavorativo". Le Pagine ricorda che dal maggio 2015 gestisce i servizi bibliotecari delle biblioteche comunali di Parma: gestione integrale della biblioteca Civica del San Paolo (biblioteca Internazionale Ilaria Alpi e Biblioteca Ugo Guanda) oltre all'estensione funzionale delle biblioteche Alice, Cesare Pavese e Civica dell'Ospedale Vecchio, dopo essersi aggiudicata la precedente gara d'appalto. Tre anni fa la coop ha assorbito i bibliotecari che lavoravano nelle biblioteche del San Paolo per conto del precedente gestore; a tal proposito fu "sottoscritto un verbale di accordo sindacale tra la Cooperativa Le Pagine e le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fisascat Cisl, Filcams Cgil, in rappresentanza dei lavoratori occupati nelle biblioteche del Comune di Parma, che andava a definire le modalità di riassorbimento del personale e relativa armonizzazione dei contratti di lavoro in modo da assicurare ai lavoratori continuità lavorativa e pari trattamento retributivo". Un accordo in cui le parti convenivano "sulla applicabilità del citato Ccnl anche per i lavoratori" in questione. Quanto alla classificazione del personale, Le Pagine ricorda sempre il testo dell'intesa: "Al personale interessato al cambio di gestione, in considerazione delle peculiari tipologie lavorative e della sostanziale equivalenza fra le qualifiche dei due contratti collettivi, in rapporto alle mansioni e ai livelli, si applica l'inquadramento indicato nella seguente tabella di corrispondenza: Ccnl multiservizi (applicato da Copat) livello III Categoria C, posizione economica C1 (Le Pagine) Ccnl Multiservizi (applicato da Copat) livello IV Categoria D, posizione economica D1 (Le Pagine)". "Tutti i lavoratori sono stati riassorbiti mantenendo loro l'anzianità lavorativa maturata e prevedendo la conservazione di eventuali superminimi presenti. Il livello assegnato ai propri bibliotecari corrisponde dunque alle effettive qualifiche ricoperte nel servizio di biblioteca. Lo stesso Ispettorato di lavoro di Bologna, in una nota, ci ha risposto circa la congruità ed adeguatezza dei suddetti inquadramenti". Infine l'aggiudicatario spiega quali sono le retribuzioni previste dalla tabelle ministeriali in corso di validità e di vigenza: la retribuzione annua lorda (13 mensilità) per un operatore inquadrato con il Ccnl coop sociali al livello C1 è di 18.658,64 euro, quella di un operatore inquadrato con il Ccnl Coop Sociali al livello D1 è di euro 19.821,88 euro annui lordi. "Aib dovrebbe considerare che i bibliotecari svolgono mansioni diverse a seconda della realtà in cui operano e in base alle attività richieste dai vari capitolati e non possono essere definiti i loro inquadramenti contrattuali esclusivamente sulla base di uno status professionale acquisito in base ai titoli formativi e professionali".