Napoli. Una mescola cementizia anti-polvere sostituirà, nella Villa comunale di Napoli, l'attuale pavimentazione in tufo. Addio, dunque, alla polvere soffocante in estate quando i viali della passeggiata borbonica somigliano ad una distesa del Sahara e alle pozzanghere in inverno, quando attraversare la Villa significa guadare veri e propri corsi d'acqua. La malta è stata «sperimentata» lungo il viale d'ingresso alla Villa di San Pasquale dove aree della pavimentazione sono state trattate con un composto che cromaticamente è in linea con il tufo, ma è compatto e drenante. «Una soluzione efficace racconta il vicesindaco Raffaele Del Giudice che abbiamo individuato nel periodo in cui avevo la delega ai giardini e alla villa. Metterà fine allo scempio che si consuma quotidianamente a causa del tufo che si sgretola e salvaguarderà anche l'aspetto estetico dal momento che questa malta è del tutto simile al tufo per colore e aspetto». Della nuova pavimentazione si parla in realtà dal tempo. Almeno fin dal 2014, quando si discusse della rimozione del battuto in tufo, eredità del recupero operato secondo il progetto del patinato atelier Mendini che tra il 1997 e il 1999 lavorò al piano per la ristrutturazione della Villa. Alessandro Mendini riprogettò gli chalet, la risistemazione del verde, la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione e una nuova cancellata. Un intervento restaurativo al centro di numerose polemiche: il progetto dell'architetto alterò lo stile neoclassico dell'ex passeggiata borbonica e l'impianto botanico della storica villa ottocentesca. Non si può rimediare a tutto anche perché nel frattempo i lavori della metropolitana hanno aggiunto altre criticità alla struttura e il rifacimento della Cassa Armonica ha determinato altre perplessità filologiche ma si può intervenire sulla pavimentazione, che in questa nuova mescola ha ottenuto il via libera della Soprintendenza. Sostituirà il tufo instabile e polverosissimo, che diventa sabbia ad un minimo soffio di vento e non drena l'acqua. La Villa in realtà avrebbe bisogno di molto altro, a incominciare dalla manutenzione ordinaria. Il giardino storico domenica è stato al centro di un massiccio intervento di pulizia da parte di centinaia di volontari. Una operazione promossa dal premio Green Care e da «Sii turista della tua città» che ha messo in campo duecentocinquanta volontari tra i sei e gli ottantasette anni. Quarantacinque i cassonetti dell'Asia riempiti per un totale di circa una tonnellata di rifiuti conferiti. Ben 350 sacchi da condominio sono stati riempiti di spazzatura, differenziandola. Un progetto realizzato in collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte e con il supporto dell'Assessorato al Verde del Comune di Napoli. I volontari tra cui due turisti statunitensi hanno recuperato dalle aiuole erbacce e foglie, ma anche batterie, due parabordi di una barca, scarpe, coperte, il cerchione della ruota di uno scooter, pentole, cavi, bottiglie in vetro e alluminio. L'area della Villa interessata dall'intervento era compresa tra la Cassa Armonica e l'ingresso di piazza Vittoria. Le squadre di volontari sono state guidate da esperti di giardini storici: presente una rappresentanza dell'Orto Botanico di Portici con il direttore Riccardo Motti, e della Fondazione Walton-Giardini La Mortella con la direttrice Alessandra Vinciguerra. «Un format promette la presidente del premio Green care Benedetta de Falco da replicare in altre aree verdi dove c'è bisogno che pubblico e privato si diano la mano».