E' verosimile che i resti delle due statue risalgano al corredo marmoreo che ornava i giardini seiccnteschi della Reggia cosi come erano stati ideati e realizzati riall allora primo architetto di corte Amedeo di Castellamonte poi riplasmati e convertiti al gusto «alla francese nel corso del XVIII secolo A partire dal 1751 ha infatti inizio la demolizione anche della cdstellamontiana Fontana dell Èrcole Quando i denti delle ruspe hanno iniziato ad affondare nella terra del Parco Basso della Reggia non si pensava certo che riaffiorassero dal sito della Fontana dell'Erede sculture e decorazioni. E invece alcuni giorni fa il buio dei secoli ha restituito due teste di statue e diversi elementi architettonici di pregio. Una delle facce rappresenta un personaggio attempato, che ha il volto segnato da un'espressione inquietante, quasi arrabbiata, e indossa uno strano copricapo. L'altra mostra invece un giovane con i tratti molto eleganti e sottili, ed un'acconciatura ricercata. «Un ritrovamento che è allo stesso tempo curioso e affascinante - dice Andrea Scaringella, del Progetto La Venaria Reale - soprattutto per la contrapposizione estetica ed espressiva delle due opere che adesso verranno studiate dagli esperti». «Sono scoperte di straordinaria importanza - ammette l'architetto Mirella Macera, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio che sta collaborando nei lavori con la Soprintendenza ai Beni Archeologici e con il Progetto La Venaria Reale -. I lavori stanno procedendo a pieno ritmo e vuoi dire che il sottosuolo dei giardini della Reggia potrebbe riservare altre sorprese». «Dalla terra stanno riaffiorando anche i resti di un apparato decorativo considerevole fatto di preziosi frammenti di ceramica, stucchi e conchiglie» spiega Alessandro Crivello, il capo archeologo coordinatore del cantiere che, se non spunteranno degli intoppi, dovrebbe chiudere i battenti entro la fine dell'anno. Così gli importanti ritrovamenti hanno convinto anche il direttore regionale ai Beni Culturali Alberto Vanelli ad usare l'area per scopi didattici. In pratica le scolaresche, tramite gli uffici del Progetto La Yenaria, tra qualche settimana avranno la possibilità di prenotare delle visite guidate che potranno contare su un suggestivo impatto visivo. Un'iniziativa che dovrebbe ricalcare il successo ottenuto fino ad adesso con le visite ai cantieri della Reggia e agli ambienti che sono già stati recuperati. I lavori di restauro stanno restituendo alla luce le fondamenta della Fontana dell'Ercole (la statua di quest'ultimo è conservata a Palazzo Madama) che si conosce per la forma solo grazie ad una incisione del 1682 riportata nel volume Theatrum Sabaudiae. Perché lo smantellamento della fontana iniziò dal 1699 quando Vittorio Amedeo II, ultimo duca e primo re dei Savoia, seguendo i nuovi gusti dell'epoca, quelli delle visioni all'infinito e degli immensi giardini, decise di coprire tutto il complesso.