L'allarme di uno storico dell'arte: «Alcuni siti, soprattutto palazzi, hanno bisogno di evidenti restauri» Barocco di Modica in stato di avanzato e preoccupante degrado. Occorre intervenire prima che lo smog cancelli del tutto certe autentiche opere d'arte. L'allarme viene lanciato da uno storico dell'arte, Pietro Caccamo. «Vivo e lavoro a Milano e ogni anno vengo a villeggiare a Marina di Modica, nel territorio della mia famiglia d'origine - dice - e non posso non apprezzarne lo splendido patrimonio artistico che lo caratterizza. Ho puntato l'attenzione sul barocco, oltre che per il fatto che esso ha consentito l'iscrizione alla 'Wolrd heritage list' dell'Unesco, avendo notato con tanta tristezza lo stato pietoso in cui si trovano attualmente alcuni di questi siti». Caccamo ha pertanto scritto una lettera al ministero dei Beni e delle attività culturali, alla Regione Siciliana (assessorato ai Beni culturali) e alla Soprintendenza, segnalando la necessità di un intervento. «Ritengo - ha scritto, tra l'altro, nella sua missiva - che non sia più rinviabile un restauro urgente, se non si vuole che le intemperie e in molti casi anche lo smog continuino ancora la loro implacabile azione erosiva, cancellando a poco a poco questo prezioso patrimonio. Mi riferisco in particolare all'edilizia laica, anche se quella religiosa non sia da trascurare. E' fin troppo evidente l'esistenza dei mascheroni sfigurati di tanti bei palazzi nobiliari del centro storico, sia del corso Umberto che di altre vie della città e ci sono stati anche dei casi in passato, a quanto mi è dato sapere, di caduta di parti di queste opere di tanti bravi scalpellini, spesso sostituite poi alla buona dai proprietari, magari ricorrendo a dei prefabbricati in cemento. Non voglio assolutamente entrare nel merito di questo. Il mio vuole essere solo ed esclusivamente un appello ad intervenire comunque. Predisporre dei progetti di restauro ed eseguirli non è che il minimo che si possa fare in questo momento, a mio avviso, per cercare di salvare questo patrimonio, facendo sopravvivere tanti splendidi esempi di barocco post-terremoto 1693, che vengono ammirati da tutti e che, grazie anche all'Unesco, stanno contribuendo a determinare un richiamo per molti turisti, sia stranieri che nostri connazionali». Caccamo ha manifestato anche l'intenzione di coinvolgere e sensibilizzare noti studiosi e critici d'arte su questo problema. «Non voglio apparire polemico nel mio intervento - ha poi dichiarato - ma non c'è alcun dubbio che nel Nord a quest'ora, una volta avuto il riconoscimento Unesco, sia istituzioni che privati (si pensi alla sponsorizzazione di tante banche e imprese di vario tipo) avrebbero fatto a gara per intervenire nel recupero del barocco. Non si può certo dormire sugli allori e pensare che tutto rimanga in piedi, a meno che non si verifichino dei tanto deprecabili terremoti. Occorre vigilare, stare attenti, non disdegnare lavori di manutenzione e di recupero, il che non ci vuole molto per rendersene conto. Voglio ricordare, anche a me stesso, quello che si verificò alcuni anni fa a Noto (e siamo sempre nel territorio del Distretto di Sud-est) quando, senza che ci fosse stato di mezzo alcun evento sismico, chiese e palazzi barocchi si dovettero transennare perché pericolanti. E voglio ricordare pure il clamoroso crollo della cupola della Cattedrale. Penso che a Modica la sensibilità in questa direzione non manchi e che non ci sia cittadino, sia del luogo che forestiero, che non provi una sensazione di tristezza nel vedere il volto di una cariatide sfigurato, le parti di un arco o di una colonna sgretolate o mancanti».