LUCCA. Saranno l'associazione Francesco Burlamacchi e la loggia omonima del Grande oriente di Italia a finanziare e seguire il restauro della statua dedicata al gonfaloniere delle città in piazza San Michele. I lavori sono iniziati da pochissimi giorni, con la realizzazione di un'impalcatura che ha completamente avvolto il monumento. «C'era bisogno di un intervento - spiega il venerabile maestro della loggia Burlamacchi Lido Vitale -. La statua è in condizione pietose, per tutta una serie di agenti inquinanti, a cominciare dal guano dei piccioni». Ma non sono stati soltanto i volatili a deturpare la statua di Burlamacchi. Ci hanno pensato anche gli uomini: «Sono stati fatti dei vandalismi - spiega infatti Vitale -: in particolare sono stati tracciati dei segni con il pennarello». Per finire, anche lo smog ha rovinato la superficie, al punto che anche la scritta scolpita sul basamento è diventata quasi invisibile. La statua di Francesco Burlamacchi, realizzata da Ulisse Cambi, fu inaugurata nel 1863. Come nota Romano Silva, la data scelta fu il 14 settembre, Santa Croce: segno del contrasto fra i cattolici da una parte e i repubblicani e i massoni dall'altra, che identificavano in Burlamacchi una sorta di simbolo. Questo figlio di mercanti fu eletto gonfaloniere della Repubblica nel 1533 ed è ricordato soprattutto per il suo piano che mirava a scalzare dal potere i Medici, con l'idea di realizzare una confederazione di repubbliche fra le città toscane e della Romagna. Il suo piano fu scoperto e Burlamacchi venne giustiziato ad opera dell'Impero, che non voleva turbare gli equilibri degli Stati italiani. Burlamacchi, però, divenne «il primo martire dell'unità italiana», come venne scritto durante il Risorgimento. I lavori, che vengono seguiti da vicino anche dalla Soprintendenza, dovrebbero essere conclusi - salvo imprevisti - entro il 27 ottobre.