LIVORNO. «L'8 agosto i vigili del fuoco sono saliti fino in cima alla cupola della chiesa e, da una posizione più favorevole e vicina rispetto che da terra, hanno potuto osservare la situazione. Durante quel sopralluogo i vigili del fuoco hanno riscontrato il distacco di innumerevoli porzioni di intonaco lungo tutto il perimetro della chiesa. E per questo hanno diffidato tutti da entrare dentro Santa Caterina». Dà ragione al sindaco Filippo Nogarin la Sovrintendenza Archeologica e delle Belle Arti per le province di Livorno e Pisa. In questi giorni di annunci su Facebook, messe all'aperto e dichiarazioni da varie parti, ha voluto dire la sua anche il sovrintendente Andrea Muzzi, per mezzo della dottoressa Loredana Brancaccio. «Abbiamo ricevuto la relazione dei vigili del fuoco, che è stata mandata anche alla diocesi, al comune, alla prefettura e al parroco. E per questo motivo il sovrintendente Muzzi ha predisposto la chiusura della chiesa per salvaguardare l'incolumità pubblica. Poi, non sappiamo perché la comunicazione ai cittadini sia arrivata così tardi: non dipende da noi. Così come non dipende da noi il discorso della sicurezza. Di quella se ne devono occupare il sindaco, la protezione civile o il parroco. La Sovrintendenza deve pensare esclusivamente ai lavori di restauro per salvaguardare le opere. Ed è per questo che ci eravamo mossi già diversi mesi fa». Le impalcature per il montaggio del cantiere, infatti, sono state montate a maggio, anche se i lavori devono ancora cominciare. «A fine maggio abbiamo affidato i lavori in Santa Caterina spiega Brancaccio per il restauro della volta degli stucchi della parte sinistra. Questo intervento è stato finanziato con i fondi del Ministero dei Beni Culturali ed è costato circa 200mila euro. È da maggio che vengono allestiti i ponteggi, sono impalcature alte più di 30 metri e c'è voluto del tempo, anche perché nel mezzo ci sono state le ferie. Comunque finalmente tra giovedì 20 e venerdì 21 settembre prossimo inizieranno i lavori veri e propri». Questo cantiere, però, riguarderà solamente la parte sinistra della struttura. Il resto della chiesa rimarrà inagibile. «Di questo viene sottolineato non sappiamo niente. Giovedì faremo un sopralluogo, lì decideremo cosa fare e chi dovrà finanziare i lavori. La chiesa è giusto che riapra il prima possibile, perciò probabilmente verrà studiato un modo per trattenere l'intonaco che cade. Mettendo alcune reti, per esempio. Ciò che vogliamo sottolineare, comunque, è che la chiesa di piazza dei Domenicani non è stata abbandonata come in molti credono. Noi siamo intervenuti quando ce n'è stato bisogno. Due anni fa la diocesi si impegnò per rifare il tetto. Ma non gli interni».