Gli avessero consegnato solo le chiavi della città sarebbe bastata un'alzata di spalle per archiviare la questione. Le chiavi dovrebbero infatti essere un simbolo, il riconoscimento che il Comune concede a chi è entrato in qualche modo nella storia di Firenze e, forse, Palazzo Vecchio ha deciso un po' troppo precipitosamente di consegnarle a Michael Bay. Il merito di Bay il regista del film Six underground, prodotto da Netflix, che dal 27 agosto si sta girando in città, tranne una sortita di tre giorni a Siena sarebbe quello di voler inserire nell'opera 17 minuti di inseguimenti a rotta di collo, tamponamenti ed esplosioni, con la nostra città usata come quinta cinematografica. Già più volte su questo giornale abbiamo criticato la scelta della giunta, per tre motivi: 1) non è importante far passare sugli schermi mondiali un'immagine di Firenze qualunque essa sia: la città ha una sua identità precisa e preziosa e il suo ingresso nella contemporaneità non può passare dalle carambole di un'auto verde pisello intorno al Battistero o in via Cavour; 2) questa è una città piccola e fragile, non è una metropoli americana, e il suo è un equilibrio precario, a tal punto che già salta ogni giorno anche senza le grandi macchinine a scontro scatenate per le strade; 3) la bellezza e i valori di Firenze non hanno prezzo, ma aver fissato in 500 mila euro per il colosso Usa l'onorario di un mese di riprese ci è sembrato semplicemente ridicolo. Forse chi lo ha deciso non sa che con quella cifra in centro ci compri un appartamento di quattro stanze, più o meno , e anche senza ascensore. Ma a Bay, ecco il punto più importante, non gli hanno consegnato solo le chiavi. No. Gli hanno dato in mano tutta la città. La troupe spadroneggia, ti ferma, ti libera, ti tiene in scacco. Succede anche ti chiedano il passaporto se non ubbidisci ai loro diktat. A te e a quelli come te. Che vogliono andare a casa, o a lavorare, o dove cavolo gli pare, ma che invece non possono. Perché a Firenze si gira un film. Chi l'ha deciso però? I fiorentini, forse? Nelle ultime 48 ore i disagi sono letteralmente esplosi. Traffico paralizzato in tutta la parte sud e sud-est, dal viale dei Colli fino a Varlungo. Proibizioni a catena, cittadini esasperati. Ieri i divieti di transito e di sosta imperversavano dal Ponte Vecchio al ponte San Niccolò. Impossibile trovare un posto per l'auto, mentre i nostri impareggiabili vigili urbani mietevano multe in via dei Renai e sui lungarni, di qua e di là del fiume. Una scena surreale. Chiedere indietro agli americani le chiavi di Firenze sarebbe solo uno sgarbo, e non si fa, ma il sindaco potrebbe almeno chiedere scusa alla città. Anzi dovrebbe.
Corriere della Sera
18 Settembre 2018
Caos da film, è l'ora delle scuse
PA
Paolo Ermini
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
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