La Soprintendenza potrebbe arrivare a dire no allo sviluppo del progetto milionario nato dalle torri di Gae Aulenti (poi abortite), per motivi legati ai ritrovamenti nel sottosuolo dell'ex ospedale S.Agostino. E, come trapela in queste ore dal ministero dei beni culturali (Mibac), ci sarebbero anche problemi amministrativi legati alle presenze statali alla Conferenza dei servizi.È l'ultima puntata del tormentato progetto di recupero, il cui cantiere sembra lontano dall'arrivare; ma andiamo con ordine. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, nella sua lettera di ricandidatura inviata al Pd Davide Fava, parla del progetto relativo al Sant'Agostino come di una svolta da perseguire per rendere Modena una "città top" dal punto di vista culturale. La missiva, con la quale probabilmente il sindaco ha detto un primo sì alla sua ricandidatura alle elezioni del 2019, non è passata inosservata negli ambienti ministeriali di Bologna e Roma. Il Mibac, del resto, per la riqualificazione del Sant'Agostino è un partner indispensabile: il sindaco, infatti, deve già scontare, per quel che riguarda il finanziamento del Polo della cultura, l'uscita di scena di un governo "amico" com'era il precedente con il ministro Pd Dario Franceschini. Dei 70 milioni promessi a suo tempo da Franceschini nell'ambito "Ducato Terre Estensi" 18 sono arrivati (non al S.Agostino della Fondazione Cassa di risparmio, ma agli enti statali di Palazzo dei Musei e per il restauro dell'ex ospedale Estense) mentre non vi sarebbero certezze che il pacchetto di milioni verrà completato sotto l'attuale governo giallo verde e il nuovo ministro Bonisoli. Ma in Soprintendenza non discutono di cifre, quanto del progetto pratico che ha già avuto dal Comune il via libera per quel che riguarda la variante urbanistica.In Conferenza dei servizi finora non c'è stato, però, l'ok dell'ente di tutela ministeriale visto che la Soprintendenza ha chiesto di approfondire il progetto per quanto riguarda l'archeologia preventiva. Appunto lo Stato necessita di sapere di preciso cosa c'è nel sottosuolo prima di dare il via libera a un progetto di così ampio respiro. E proprio al ministero, su questo aspetto, pare aumentare lo scetticismo e la situazione rischia di divenire "complicata" perché un no dell'ente statale darebbe probabilmente la "mazzata" definitiva a una riqualificazione di cui si parla ormai da oltre dieci anni. Occorrono dunque i piedi di piombo sembra lasciare trapelare la soprintendenza. Non è questo il solo punto interrogativo che giunge dal Ministero romano. In conferenza dei servizi è accaduto che il Segretario regionale del Mibac - ossia la dirigente Sabina Magrini - abbia firmato anche di recente delle carte relative al S.Agostino e qualcuno ipotizza che l'atto potrebbe essere impugnato. Inoltre sarebbe anche accaduto che il Segretario regionale abbia delegato il soprintendente in alcune occasioni. Peccato che, in casi come questo, le normative pare non consentano a un dirigente di delegare un altro dirigente: il segretario regionale e il soprintendente, con la recente riforma Franceschini, invece lo sono.Questioni da azzeccagarbugli? Forse, ma se in futuro ci saranno ricorsi non è difficile prevedere che i ricorrenti si attaccheranno proprio ai formalismi. Si vedrà quel che accadrà da qui a poche settimane. Per ora il Comune procede con la seconda fase della conferenza dei servizi, mentre il M5S protesta parlando di "percorso poco trasparente sul progetto".