I protagonisti erano visibilmente soddisfatti del risultato ottenuto. «I danni sono stati ingenti - spiegano Augusto Gambuzzi e Vincenzo Vandelli - soprattutto alla copertura e nella zona tra abside e navata dove si era verificato un forte distacco. Solo nell'abside invece abbiamo riscontrato oltre 120 crepe che abbiamo sanato oltre ovviamente a consolidare l'intera struttura. Oggi l'abbazia è molto più salda e sicura, anche perché abbiamo steso oltre due chilometri di cavi di acciaio a rinforzo delle varie murature mentre c'è una nuova catena in ferro che tiene unita facciata e muri. Abbiamo realizzato una radiografia completa dell'edificio, per le future generazioni, dopo avere a lungo studiato l'importante restauro di don Manzini a inizio '900. Abbiamo anche restaurato le opere d'arte presenti, dall'affresco del '400 ai catini in ceramica». Dell'impianto illuminotecnico si è occupato l'architetto Domenico Biondi: «L'illuminazione in precedenza era problematica mentre per le nuove esigenze c'era bisogno di tecnologia a led». Terminano Jacopo Ferrari, curatore del museo dell'abbazia e Simona Roversi responsabile dell'ufficio beni culturali della Diocesi: «Abbiamo lavorato in equipe con fondi dello Stato, dei cittadini, della parrocchia, della Cei. Attendiamo turisti e pellegrini». Informazioni per partecipare alla concelebrazione eucaristica. L'ingresso in basilica sarà possibile dalle 16.30, accedendo dalla porta laterale nord. Per ragioni di sicurezza potranno entrare solo 500 persone nella parte inferiore della chiesa, mentre nella parte superiore l'ingresso è a inviti per il clero, le autorità e i figuranti in abiti storici. All'esterno ci sarà un maxischermo. S.L.