Nonantola, nel Modenese, si riappropria della sua abbazia, danneggiata a causa del sisma del 2012. L'attesa giornata che vedr la riapertura del luogo di culto (la cui nascita risalirebbe addirittura al 752), avverr nella giornata di domenica 16 settembre. Ci sono voluti oltre due chilometri di cavi in acciaio per mettere in sicurezza l'abside, la facciata e il tetto della abbazia. Inoltre, durante i lavori, stato eseguito un complessivo restauro delle opere d'arte presenti all'interno ed anche alle pareti. I lavori hanno avuto un costo complessivo di 1,7 milioni di euro, grazie al contributo della Regione, della Cei, del ministero dei Beni Culturali e anche degli sms solidali: quest'ultima voce ha portato 250mila euro. Video Gino Esposito Intervista Stefano Luppi La cronaca NONANTOLA. "Il terremoto ha inferto un duro colpo all'Emilia facendo vittime, distruggendo abitazioni e imprese, ferendo gravemente simboli della comunità. Uno di questi, tra i più importanti non solo per il mondo cattolico, è proprio l'Abbazia di Nonantola che oggi riconsegniamo al culto e al cuore pulsante della nostra terra. Siamo orgogliosi di vedere un segno tangibile del lavoro fatto in questi anni che dimostra innanzitutto la tenacia e la forza della nostra regione e di chi la abita". Così il presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario alla Ricostruzione, Stefano Bonaccini, che nel pomeriggio ha partecipato a Nonantola alla cerimonia di riapertura al culto della Basilica Abbaziale di San Silvestro a Nonantola insieme all'arcivescovo abate di Modena-Nonantola, monsignor Erio Castellucci, il sindaco, Federica Nannetti, il direttore del segretariato regionale del ministero dei Beni culturali, Sabina Magrini, e l'assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi. Il costo complessivo dell'intervento di recupero dell'Abbazia è stato di 1,4 milioni di euro di cui 1 milione e 166 mila euro dalla struttura commissariale della Regione e 250 mila euro derivanti dalle donazioni attraverso gli Sms solidali. Queste risorse si aggiungono agli oltre 80 mila euro, stanziati in due stralci tra il 2012 e il 2014, per realizzare in prima emergenza opere provvisionali tra cui i ponteggi finalizzati all'ispezione, al controllo e al recupero delle volte affrescate nei locali interni, nonché per le misure di salvaguardia della pubblica incolumità all'esterno del plesso religioso. Nel programma delle opere pubbliche e beni culturali del Commissario alla ricostruzione sono stati inoltre già stanziati 701 mila euro per realizzare il secondo stralcio di interventi che riguarderanno il museo e la cinta muraria. "I luoghi di culto colpiti dal sisma del maggio 2012, che fin da subito abbiamo equiparato ai beni pubblici, costituiscono un patrimonio edilizio storico architettonico e culturale straordinariamente rilevante poiché rappresentano l'identità delle nostre comunità. E proprio per questo il nostro impegno di ricostruzione su questo fronte è stato massimo. E non ci fermeremo fino a quando l'ultima pietra non sarà ricollocata lì dove era caduta", ha aggiunto il presidente Bonaccini. Per garantire la continuità del culto, subito dopo il sisma con provvedimenti specifici il Commissario ha stanziato oltre 20 milioni di euro per realizzare edifici temporanei e ripristinare quelli essenziali. Per avere la massima tempestività ed efficacia nella realizzazione degli interventi di ripristino e miglioramento sismico, ha affidato alle Diocesi i cui edifici di culto rappresentano il 30 della ricostruzione delle opere pubbliche e beni culturali - le funzioni di stazione appaltante rendendole autonome nella scelta delle priorità di intervento nel rispetto della normativa generale in materia di lavori pubblici in analogia agli altri enti pubblici coinvolti. A favore delle Diocesi sono già stati 250 milioni di euro. Per i soli luoghi di culto sono stati già realizzati progetti di intervento per circa 185 milioni di euro. L'Abbazia nei secoli La fondazione della Basilica Abbaziale di S. Silvestro si fa risalire al 749 d.C. quando Anselmo, nobile longobardo e cognato dell'imperatore Astolfo, rinuncia al potere temporale per farsi monaco benedettino. Anselmo fonda dapprima una comunità a Fanano per poi spostarsi nel 752 d.C. a Nonantola. La chiesa assume un'importanza straordinaria nel corso dei secoli in quanto consacrata per volere imperiale al confine tra i territori della Chiesa e quelli dell'esarcato ravennate, divenendo un centro di potere non solo religioso ma anche temporale. Sopra all'ingresso principale, una lunetta, attribuita con certezza a Wiligelmo, raffigurante Dio in trono in atto benedicente, affiancato da due angeli e circondato dalle tradizionali raffigurazioni iconografiche dei quattro evangelisti. Sotto alla lunetta un architrave con una spaccatura al centro accompagnata da un'iscrizione latina ("Le alte volte del tempio crollarono nel millecentodiciassettesimo anno dalla nascita del Redentore e quattro anni dopo si cominciò a ricostruirle") che fa riferimento ad un violento terremoto che nel 1117 sconvolse la Pianura Padana.