Caro Sindaco Veltroni, Le sono grato per la lettera che mi ha indirizzato ieri sul Corriere della Sera. Non ho mai avuto dubbi, avendolo peraltro sperimentato personalmente, sull'impegno dell'Amministrazione comunale in sintonia con la Prefettura per la corretta gestione e tutela degli spazi intorno a Castel Sant'Angelo, luoghi necessitanti di una vigilanza capillare. E credo di conoscere le difficoltà cospicue che il Comune ha di fronte. Mi sono permesso recentemente di richiamare l'attenzione di tutti noi sul problema del controllo del territorio e capisco bene come l'aumento esponenziale dei problemi di questo genere implichi uno sforzo e una volontà di coordinamento che forse non ha paragoni con qualunque altra capitale nel mondo. Quindi il mio era ed è un monito rivolto in primo luogo a me stesso e, in tale ottica, penso di essere ben consapevole dei problemi particolarissimi di Castel Sant'Angelo. Ciò che soprattutto mi ha rallegrato e subito convinto nella Sua lettera è l'indicazione sulla necessità, per noi che ne siamo direttamente responsabili, di restituire appieno al Castello quella dignità e quella accessibilità che un monumento di quella fatta non deve mai perdere. Lo so, ci sono carenze nella manutenzione e organizzazione, e ho detto qualcosa in merito a Edoardo Sassi che ne ha poi riferito con assoluta correttezza. Non si deve, comunque, pensare che prima di entrare nel Polo Museale il Castello godesse integralmente dei proventi che incassava. Questi, come in tutti i musei pubblici statali, entravano nella contabilità generale dello Stato e non venivano certo restituiti al Castello. La autonomia del Polo Museale Romano è di fatto cominciata dal primo gennaio di quest'anno e il Castello, da questa autonomia, trarrà molti più fondi del passato. É bene ricordare questo dato per una serena valutazione di quelli che saranno gli sviluppi futuri. É vero che l'opera di risanamento è appena cominciata e qui sono confortato dall'interesse con il quale Lei ha giudicato l'idea di avere, per il Castello, una sorta di Comitato di gestione. Lo dico perché da tempo sono convinto che, per situazioni del genere, il rapporto Stato-Comune sia indispensabile e produttivo (la stessa cosa si può dire per la Galleria Borghese, un edificio statale che insiste su un parco comunale e per Palazzo Barberini, un museo statale la cui appartenenza simbolica alla città è una sorta di bene culturale in sé). Abbiamo bisogno proprio di questo, cioè di un rafforzamente istituzionale di chi ha a cuore la cosa pubblica e questo è l'impegno che desidero assumere. Sia pure nella sempre valida distinzione delle competenze, che certo non disconosco, si può pensare sempre meglio alla possibilità di «governare insieme», come sarebbe nella logica stessa delle cose? Oggi il ministero per i Beni e le Attività Culturali ha enormi capacità e potenzialità di azione e certamente le avrà ancora più forti se si lavora in questa ottica che, di fatto, garantisce le reciproche strutture e ci mette in condizione di far bene. La ringrazio, allora, signor Sindaco di quello che considero un vero e concreto incoraggiamento e Le garantisco che cercheremo di esserne all'altezza. () Soprintendente del Polo Museale Romano