Cosa avremmo visto se 1700 anni fa fossimo entrati a Milano da nord, attraverso quella che un tempo era la monumentale Porta Comacina? Il viaggio virtuale per le antiche strade di Mediolanum, quando nel 300 d. C. era capitale dell'Impero Romano d'Occidente, parte indicativamente da quello che oggi è l'incrocio tra via Broletto, via dell'Orso e via del Lauro. La ricostruzione di questo angolo sparito della città si deve alla passione di Roberto Arsuffi per l'urbanistica, l'architettura e l'arte. "Ho realizzato queste immagini in tre mesi di lavoro, ma da anni raccolgo e studio il materiale per una riproduzione coerente, - dichiara - ma è inevitabile che ci sia anche molta fantasia". Formata da due portali sovrastati da un timpano con ai lati due torri poligonali, Porta Comacina - una delle nove aperture stradali ricavate nella cinta muraria romana - ci avrebbe condotti di fronte a uno spiazzo verosimilmente circondato a destra da botteghe, taverne e abitazioni, mentre a sinistra da un'area che avrebbe portato a un'edicola o a un tempio a ridosso delle antiche mura romane. Ancora più in là - secondo le cartoline di Arsuffi - ci sarebbero stati anche gli Horrea a forma quadrangolare, una sorta di enorme magazzino moderno dove venivano conservate le risorse destinate alle truppe a difesa della città. Rimaneggiando antiche ricostruzioni e studiando i documenti degli scavi archeologici condotti tra il 1958 e il 1959 nella zona di via Broletto, "l'intento - sottolinea l'appassionato - è quello di restituire immagini antiche di Mediolanum ai milanesi o agli appassionati che come me amano capire perché esiste una certa via, un palazzo o scoprire che una chiesa è stata costruita sulle rovine di un tempio antico". La passione di Arsuffi non si limita a via Broletto: "Ho preparato anche il rendering del Foro romano e del pilone sotto piazza dei Mercanti, ora esposto e dimenticato nella stazione M1 del Duomo - conclude -; se avessi più tempo ricostruirei alcune parti di Milano risalendo a epoche diverse"