Riconoscimento Unesco, approvato il disciplinare NAPOLI. Via libera alla approvazione del disciplinare con il quale viene definito l'inventario del patrimonio culturale immateriale campano. Fino al 31 dicembre 2018 sarà possibile presentare le domande per l'iscrizione che saranno valutate da una commissione di esperti. Per «patrimonio culturale immateriale spiega la direttrice generale per le politiche culturali della Regione, Rosanna Romano si definiscono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il saper fare, gli usi sociali, i riti e momenti festivi collettivi, anche di carattere religioso, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi, che le comunità riconoscono in quanto parte del patrimonio culturale campano, trasmettendoli di generazione in generazione, costantemente ricreati in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia in quanto senso d'identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana, così come definite dalla Convenzione Unesco». I soggetti richiedenti l'iscrizione nell'Ipic devono dimostrare la storicità dell'elemento culturale, la cui pratica deve essere attestata almeno nei 50 anni precedenti la richiesta di iscrizione, la persistenza di valori sociali e significati culturali correlati al valore identitario dell'elemento culturale, la persistenza di momenti di trasmissione formale e informale, il coinvolgimento delle giovani generazioni, il rispetto della parità di genere nell'accesso all'elemento culturale e la partecipazione attiva della comunità di riferimento. «L'istituzione dell'inventario è un'azione di salvaguardia e valorizzazione dei fondamenti culturali della regione che altrimenti rischiano di andare dimenticati e dispersi è sottolineato. L'inventario è uno strumento per preservare la vitalità del patrimonio culturale immateriale e sostenere quei soggetti, pubblici o privati, che partecipano attivamente alla sua valorizzazione e gestione, purché senza scopo di lucro». Sono ben 5 le sezioni previste: quella dei saperi (relativi ad una particolare produzione artistica o artigianale); delle celebrazioni (riti, feste e manifestazioni popolari); delle espressioni (tradizioni orali, musiche tradizionali e mezzi espressivi); della cultura agro-alimentare (pratiche legate alla tradizione rurale, enogastronomica, le feste e le sagre); e l'ultima sezione, degli spazi culturali (i luoghi della cultura tradizionale dove sono ricreati elementi del patrimonio culturale immateriale). L'articolo 6 prevede, inoltre, l'istituzione del comitato tecnico composto da 3 esperti in rappresentanza delle università; due esperti di nomina del presidente della giunta e 2 rappresentanti della direzione generale (sarà il dg a presiedere il comitato). L'organismo esamina le istanze di iscrizione nell'Ipic, propone l'iscrizione nelle liste Unesco, monitora le azioni di salvaguardia e il mantenimento dei requisiti richiesti.