Passata la festa, gabbato lo Santo. E più che Santo è un vero e proprio Cristo: il Cristo degli Abissi di San Fruttuoso. A metà luglio il Secolo XIX denunciò le pessime condizioni in cui versava la statua di bronzo (opera dello scultore genovese Guido Galletti) ad un anno dal "ritorno" in acqua dopo i lunghi (e costosi) restauri a cui era stata sottoposta da una ditta specializzata. Si allertarono (e allarmarono) immediatamente la Sovrintendenza, il Parco di Portofino e i sindaci dei Comuni dell'Area marina, la Regione, il Cnr, tecnici (e altri presunti tali) che fecero la fila per controllare, verificare e spiegare cosa non avesse funzionato nel restauro, stabilire il danno subito e i possibili rimedi. Con mille precauzioni, delicatamente, "grattando" piccolissime parti della statua attenti a non danneggiarla ulteriormente, gli esperti analizzarono la natura degli organismi assalitori del Cristo. Come intervenire e quali sistemi utilizzare per ripulire una statua dopo un solo anno dal costoso restauro? A chi affidare questi lavori? Ma, c'è un ma... Con questi sistemi (autorizzazioni, prove, studi) si andava troppo a rilento e la festa in suo onore, incombeva. Come si fa a presentare il Cristo in quello stato? Già, questo è il punto. La festa. E che festa! Il Cristo una "festa" così non se la sarebbe mai immaginata. Non i festeggiamenti patronali no no, quelli sono sempre all'altezza della situazione, ci mancherebbe altro. La "festa" a cui ci riferiamo è l'improvviso, fulmineo intervento di pulizia effettuato sulla statua bronzea. Nel giro di poche ore è ritornata "come nuova". Incredibile. Ma come è potuto accadere che in una situazione disperata dove si sono rincorsi i «non ci sono i fondi», «non sappiamo ancora tecnicamente come intervenire e a chi affidare i lavori», improvvisamente il simbolo di tutti i subacquei del mondo torna ad una, apparente, perfetta salute? Ma cos'è successo in questo breve lasso di tempo? Forse un miracolo (visto il soggetto), ma non è stato così. Nessun intervento divino: dal cielo per il momento nessun segnale. A terra (o meglio in acqua) sono intervenuti i sommozzatori dei Vigili del fuoco, sempre pronti e disponibili. Tanto di cappello. Ma chi ha avallato questa operazione meriterebbe un bel "cartellino rosso". A meno che questa decisione sia stata dettata dall'urgenza (che è sempre una cattiva consigliera). Ma l'impressione è quella di una scelta opportunistica, se non proprio di una furbata. Desta, poi, qualche perplessità la tecnica (non è nota la tipologia) utilizzata per ripulire cosi velocemente la scultura di bronzo. La polemica e le richieste di chiarimento vogliono fare chiarezza sulla compatibilità delle tecniche disposte per la pulitura con l'intervento di restauro a suo tempo effettuato. E se le cautele degli esperti sono state rispettate. Insomma un (travagliato) restauro a due velocità e un unico risultato: le condizioni del (povero) Cristo. Speriamo bene.
Restauro contestato. Cristo degli Abissi polemica sul fondale
La statua bronzea del Cristo degli Abissi di San Fruttuoso è stata oggetto di un restauro costoso e di una pulizia improvvisa e veloce dopo un anno dalla fine del restauro. Gli esperti hanno analizzato la natura degli organismi assalitori della statua e hanno utilizzato tecniche di pulizia per ripulire la scultura. La festa in onore del Cristo è stata organizzata, ma la pulizia improvvisa ha sollevato questioni sulla compatibilità delle tecniche utilizzate con il restauro precedente. La polemica e le richieste di chiarimento vogliono fare chiarezza sulla situazione. La statua è tornata a sembrare "come nuova", ma la tecnica utilizzata per la pulizia è stata criticata.
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