«Solo un annuncio a effetto per alimentare la campagna elettorale e per bocciare l'operato della giunta Cuffaro e del collega di partito Granata» Il parlamentare all'ARS dei Ds replica al sottosegretario Bono « I1 governo nazionale non può far nulla per evitare lo sfruttamento del territorio» «Non ci potrà essere alcun intervento del governo nazionale, visto che l'autorizzazione o meno allo sfruttamento dei territori patrimonio dell'Unesco in Sicilia sono esclusiva competenza della Regione». Così il deputato regionale dei Democratici di sinistra, Roberto De Benedictis, risponde al sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bono, che poco giorni fa annunciava l'intervento normativo del governo Berlusconi per chiarire la questione. «È stato solo un annuncio ad effetto - continua il deputato diessino - utile per alimentare la campagna elettorale e per bocciare, in modo subliminale, l'operato della giunta regionale Cuffaro e del collega di partito Granata». Proprio quest' ultimo firmatario con De Benedictis dell'emendamento che voleva fermare le trivellazioni nel Val di Noto. «La posizione dell'assessore regionale al Turismo - specifica De Benedictis - resta isolata all'interno del centrodestra, basti vedere che nessun deputato regionale di An è intervenuto a suo favore anche dopo la votazione a scrutinio segreto che ha bocciato l'emendamento da me presentato. Mentre il centrosinistra, a differenza di quanto sostiene qualcuno, è compatto per evitare le trivellazioni». Nonostante a Ragusa la maggioranza di governo cittadino di centrosinistra abbia votato a favore delle trivellazioni. «Quello è stato - giustifica De Benedictis - un atto amministrativo dovuto dopo l'autorizzazione di un assessore regionale». Questo quadro sembra delineare il destino del nuovo emendamento che i Ds ripresenteranno all'Ars per fermare le ricerche minerarie nel Sud-est. «No, sono ottimista a sentire alcuni esponenti del centrodestra - sostiene il deputato regionale dei Ds - che all'opportunismo mediatico dovranno far concidere la coerenza di atteggiamenti politici, in sede di votazione anche a scrutinio segreto». Una procedura per l'espressione del voto che al deputato diessino De Benedictis non piace ma che rispetta. «Non sono stato fra i fautori del voto a scrutinio segreto - dice - proposto dall' esponente della Cdl Acierno, ma in sostanza non può condizionare l'orientamento delle forze politiche». Quello che, a suo dire, manca nel centrodestra. «Ci aspettiamo da forze politiche che governano una sola voce - conclude Roberto De Benedictis - e invece assistiamo ogni giorno ad uno spettacolo penoso caratterizzato dai litigi degli esponenti della Casa delle libertà».