Sul "Venerdì" di Repubblica in edicola l'anteprima della grande rassegna su Mantegna e Bellini che sta per inaugurarsi a Londra. E un dubbio: sapremmo ancora organizzare eventi culturali di questo rilievo? Cento tra dipinti e disegni provenienti da tutto il mondo, alcuni mai esposti prima; sei anni di lavoro, decine di studiosi coinvolti, milioni di sterline investite: la mostra che si apre il 2 ottobre alla National Gallery di Londra promette di essere un grande evento culturale. Protagonisti, due giganti del Quattrocento italiano, Andrea Mantegna e Giovanni Bellini: pittori diversi per nascita e formazione che si incontrarono e collaborarono anche per motivi familiari (il primo sposò la sorellastra del secondo). Nel parla sul Venerdì in edicola oggi Antonella Barina, che è andata nella capitale inglese a vedere come si allestiscono le mostre da record. Con un dubbio: gli inglesi le fanno meglio? Già, perché l'impressione è che nel nostro Paese appuntamenti di questo spessore siano sempre più rari. Perché? Mancanza di risorse e di amore per il nostro patrimonio culturale, risponde nel suo commento lo storico dell'arte Tomaso Montanari. Mentre, intervistato da Chiara Gatti, un altro esperto, Giovanni Agosti, invita musei e curatori ad avere più coraggio: meno artisti di cassetta, più recuperi e restauri.