VILLA MUSSOLINI, residenza estiva della famiglia del duce situata al centro di Riccione, tra il mare e viale Ceccarini, da poco ha riaperto i battenti accompagnata da non poche polemiche. Precisamente lo ha fatto il 17 luglio scorso presentandosi restaurata proprio alla maniera in cui la volle donna Rachele, dopo averla acquistata da Giulia Galli Barnabei nel luglio del 1934. Durante il fascismo la villa segnò la storia della cittadina e della Riviera proponendosi come luogo catalizzatore di eventi mondani, frequentata assiduamente da personalità in vista del mondo della cultura e della politica. Tra feste e cene ricorrenti, si racconta che la villa avesse anche una sala cinematografica in cui era possibile vedere privatamente i film vietati dal regime. Ma la fortuna della villa rimane ancorata all'epoca fascista. Prima di passare in mano a donna Rachele l'edificio era di fattezze architettoniche più che modeste, addirittura conservava un aspetto quasi dimesso. Non emanava quell'impressione di grazioso villino che ha assunto negli anni del regime e che ha adesso dopo il restauro atteso da anni. Rachele Mussolini ne fece una residenza di lusso, ordinando sostanziali modifiche: sopraelevando di un piano l'edificio e acquistando un'area di terreno circostante di ben 6 mila metri quadrati adibiti poi a giardino. I riflettori su villa Mussolini si spensero di colpo, con la caduta del fascismo. Dopo la guerra l'immobile passò in mano allo Stato che però non sapeva come riciclarlo e i tentativi del comune di rientrarne in possesso risultarono vani. Nel 1969 rischiò addirittura la demolizione per far posto ad un albergo. Dal 1976 l'edificio ospitò un ristorante finché, nel 1983 il Comune di Riccione non ne acquisì il giardino trasformandolo in verde pubblico. Ma le sorti della villa rimasero incerte fino al 1997, anno in cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini l'acquistò cedendola in comodato gratuito al Comune di Riccione con l'impegno di riqualificarne l'immagine. Ma il recupero restaurativo e l'apertura al pubblico di un immobile dal passato fascista da parte di una giunta comunale di sinistra, non rientrava nèll'ottica di nessun revisionismo storico. Piuttosto nel progetto di realizzazione di un "museo diffuso", come ci spiega il professor Dallara, ordinario di marketing del turismo all'università di Perugia: «Villa Mussolini si è rivelata un buon contenitore: occupa una posizione interessante, ad alta frequentazione turistica. A fronte dell'impegno preso con la Cassa di Risparmio di Rimini, il Comune di Riccione ha deciso di sfruttare lo spazio della villa adibendola a centro studi». Qui soggiornerà un'equipe di ricercatori per il turismo «A caccia di nuove prospettive di sviluppo e modelli». Ma avrà anche l'onore di essere il primo museo nazionale del turismo «Con il compito di ricostruire la storia dell'attività ristorativa italiana e delle località a vocazione turistica». Ma, aggiungiamo noi, è anche questione di saper accettare il proprio passato. E ripensare i suoi spazi.
A Riccione riapre la villa del duce: come museo
La villa Mussolini, residenza estiva della famiglia del duce, è stata riaperta al pubblico dopo un restauro. La villa era stata acquistata da Giulia Galli Barnabei nel 1934 e durante il fascismo era frequentata da personalità importanti. La villa aveva anche una sala cinematografica dove si potevano vedere film vietati dal regime. Dopo la guerra, la villa passò in mano allo Stato, ma non fu possibile riciclarla. Nel 1969 rischiò di essere demolita, ma nel 1976 il giardino fu trasformato in verde pubblico. Nel 1997, la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini acquistò la villa e la cedette al Comune di Riccione con l'impegno di riqualificarne l'immagine.
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